Presentato il modello di partecipazione Labsus

In primo piano la gestione dei beni comuni urbani in collaborazione con i cittadini: «Come a Pisa e a Lucca»

CARRARA. La gestione dei beni comuni urbani ai cittadini, senza bisogno di forme di associazione, con la collaborazione dell'amministrazione, per un modello di partecipazione della cittadinanza che «non sostituirà i Consigli dei cittadini». E' questo il modello, proposto dai consiglieri pentastellati in Commissione, che ricalca quanto avviene già in città come Bologna, Pisa e Lucca in tema di beni comuni urbani. Ma andiamo con ordine. Partecipazione attiva della cittadinanza al centro della Commissione Bilancio (e partecipazione) di ieri con la proposta del prototipo di regolamento di Labsus (Laboratorio per la sussidiarietà) per quello che riguarda la gestione dei beni comuni urbani. “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazioni per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani”: questo il nome del prototipo di Labsus presentato da Daniele Del Nero (Presidente Commissione Bilancio) per un primo passaggio in Commissione (a cui seguiranno altri più dettagliati sui vari articoli) sul tema della partecipazione dei cittadini. Un prototipo, ha fatto notare Del Nero, a cui potranno essere integrati altri punti. «I beni, materiali e immateriali, che – si legge per la definizione di “beni comuni urbani” dall'articolo 2 del regolamento sul sito di Labsus – i cittadini e l'amministrazione riconoscono essere funzionali al benessere della comunità e dei suoi membri, all'esercizio dei diritti fondamentali della persona ed all'interesse delle generazioni future, attivandosi di conseguenza nei loro confronti ai sensi dell'articolo 118 comma 4 della Costituzione, per garantirne e migliorarne la fruizione individuale e collettiva». Regolamento che prosegue individuando quei “cittadini attivi”, ovvero, si legge, «tutti i soggetti, singoli, associati o comunque riuniti in formazioni sociali, anche informali o di natura imprenditoriale, che indipendentemente dai requisiti riguardanti la residenza o la cittadinanza si attivano per periodi di tempo anche limitati per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani ai sensi del presente regolamento». «Molti Comuni – ha spiegato Daniele Del Nero – hanno già adottato questo prototipo, da Bologna alle più vicine Pisa e Lucca, con contributi che vanno da personalità come Giuliano Amato fino a Gustavo Zagrebelsky. E' un regolamento che fa da normativa quadro. Anche il singolo cittadino, non è detto in forma associativa, potrà collaborare con l'amministrazione per una gestione condivisa e un rapporto virtuoso. L'amministrazione si pone come facilitatore, come collaboratore». La presentazione del prototipo Labsus è stata dunque un primo passo e, come precisato da Del Nero, «questo prototipo di regolamento non può sostituire i Consigli dei cittadini perché si occupano d'altro». (l.b.)