Il numero due del vaticano: "Don Euro vicenda che non si può ignorare"

Il cardinale Pietro Parolin a Massa per la festa del patrono esprime vicinanza al vescovo e sprona i fedeli a reagire al momento di difficoltà

MASSA. Verità, giustizia, chiarezza, fiducia nelle istituzioni, coraggio, pentimento e poi perdono: così il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, alla messa solenne per San Francesco, celebrata nel Duomo di Massa in occasione della festa del patrono della città.

Poco prima di entrare in Duomo per celebrare la Messa il cardinale Parolin aveva detto, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano del caso di don Morini, il sacerdote al centro dello scandalo partito con le rivelazioni di un escort suo amante e finito con un'inchiesta giudiziaria per truffa ai fedeli in cui risulta indagato anche il vescovo della diocesi di Massa Carrara e Pontremoli monsignor Giovanni Santucci: "Non si può ignorare che esista questa situazione" .

Nell'omelia Parolin non ha mai citato il nome di don Morini. "La vostra comunità diocesana - ha per detto Parolin - sta attraversando un tempo di particolare difficoltà e sofferenza e un momento di prova. Ringrazio il Signore di essere qui con voi in questa circostanza, per condividere la fatica che state vivendo, quella che si percepisce più che dai giornali, che dedicano grande attenzione alle vicende che vi riguardano, dall'ascolto dei vostri cuori".

Parolin si dichiara vicino al vescovo Santucci: "Ringrazio il signore per avermi dato la possibilit di venire di persona e star vicino al vostro pastore Giovanni e a tutti voi, e a sentire il cuore di questa Chiesa che palpita di dolore ma anche di amore e speranza. Sono certo che avete le risorse per superare questa situazione".

Poi l'appello ai fedeli: "Vi incoraggio a far ciascuno la propria parte, anche a nome del santo padre Francesco. Fate la vostra parte, quella che vi indicher il signore, ispirata dalla verit, dalla giustizia, dalla chiarezza, dalla fiducia nelle istituzioni, dal coraggio, dalla carità, dal pentimento e dal perdono"