Le intercettazioni: così don Euro parlava al vescovo

«Sono stanco, cosa mi succederà adesso?». Registrate anche le avances a un giovane escort

CARRARA. Due conversazioni. Due mezze paginette in mezzo ai nove faldoni che costituiscono il dossier don Euro messo insieme dalla Procura dopo mesi e mesi di indagini. E due sono gli interlocutori di Don Luca: da una parte il vescovo, monsignor Giovanni Santucci. Dall’altra un giovane escort trentenne che si fa chiamare Esse. Ecco quanto è stato trascritto nelle intercettazioni telefoniche, da quelle centinaia di telefonate fiume che il sacerdote faceva dal suo cellulare.

Don Euro al vescovo: sono stanco, cosa mi succederà ora?


La telefonata intercettata è dell’aprile scorso. Lo scandalo dei filmati trasmessi in tv dalla trasmissione “Le Iene” è scoppiato già da mesi e le indagini della procura saranno concluse da lì a poco. Don Luca chiama il vescovo Santucci, con la voce stentata. «Sono in quiescenza per motivi di salute, per un grave esaurimento nervoso. Sono stanco, sono tanto stanco. Cosa mi succederà? ».

Poche frasi che rappresentano, forse per la prima volta, un Luca Morini spaventato che si interroga sul futuro e parla della sua malattia. Un don Luca agitato e impaurito, ben diverso da quello immortalato nei filmati mandati in onda nei mesi scorsi da Le Iene che lo vedevano immerso in vasche idromassaggio o in camere di hotel extralusso con giovani escort.

Il sacerdote all’escort: tra noi può nascere una buona amicizia.

Siamo nel marzo scorso. Don Luca Morini ha una conversazione con un escort di cui ha appena visto una foto on-line. Nell’intercettazione è citato come Esse.

«Volevo sapere quanti anni hai? »

«Io ho trent’anni, capelli neri occhi verdi e sono alto un metro e ottanta. Superdotato»

«Visto che ci sentiamo potrebbe nascere una buona amicizia».

Don Euro qui non chiede incontri, non si presenta come medico o giudice ma parla di una “buona amicizia”. Insomma il sacerdote sembra lontano dal consueto modo di fare con cui, almeno da quel che trapela dalla denuncia di Francesco Mangiacapra e dalle carte della Procura, si presentava ai giovani gay negli anni passati. Va considerato anche che, all’epoca, il parroco sapeva che c’erano indagini a suo carico.

«Sapeva di essere indagato».

È un altro dei particolari di cui ha parlato l’avvocato escort Francesco Mangiacapra nella sua ultima uscita pubblica, domenica al Queer festival di Firenze. Secondo Mangiacapra don Euro sapeva di essere indagato ma, nei mesi prima che scoppiasse lo scandalo “mediatico” non sembrava aver preso troppo sul serio la cosa.

«È una cosa che mi confessò un giovanissimo escort che, dopo aver passato la notte con lui in un albergo extra lusso, e naturalmente aver lasciato i documenti alla reception, era stato contattato dai carabinieri. Don Euro, che allora si spacciava per giudice – spiega Mangiacapra – rispose che era per una indagine sul suo conto. Ma non sembrò darci troppo peso». Una situazione che, qualche mese dopo, quando parla con il vescovo (nella conversazione intercettata) sembra completamente cambiata. Don Luca ha paura del suo futuro e parla anche in una condizione di salute delicatissima.

Un uomo completamente diverso da quello che racconta Mangiacapra: «Minacciava i giovani escort. Un ragazzo di vent’anni mi raccontò che aveva deciso di non incontrare più don Luca Morini che con lui si era presentato come un potente giudice – dice – Tornando a casa, una sera, trovò un biglietto sotto la porta dove c’era scritto: sono venuto a cercarti con le autorità. Ricordo che era molto spaventato, ma come altri non aveva la capacità di ribellarsi».

Don Luca sospeso a divinis.

Le rivelazioni di Francesco Mangiacapra sui presunti nuovi contatti con un giovane escort, si inseriscono – temporalmente – in un contesto molto particolare che vede il sacerdote sospeso a divinis.

Questo è importante per quel che riguarda la rilevanza penale di quanto dichiarato dall’avvocato escort. Infatti, da questo punto di vista, non si profilerebbe il reato. La condanna sarebbe dal punto di vista morale, nessuna ipotesi accusatoria però anche perché l’escort contattato avrebbe superato la maggiore età.

Certo resta tutto il capitolo della vicenda di don Euro come uomo di chiesa, quella quindi legata al tribunale ecclesiastico di Pisa.

L’avvocato che rappresenta in questa sede don Luca Morini, il professor Paolo Moneta non fa alcun commento in proposito. E nessuna dichiarazione sulla vicenda legata al tribunale ecclesiastico e quindi e sull’esito del procedimento a carico del sacerdote di Massa-Carrara e della Lunigiana, di cui parliamo anche sotto.