Due i processi davanti al tribunale ecclesiastico

Morini è già stato assolto solo per la vicenda segnalata dall’allora vescovo Binini, l’altro è in corso

CARRARA. Due processi, davanti al tribunale ecclesiastico.

Uno, che risale a dieci anni fa, ha assolto don Luca Morini.

Il secondo, per i fatti emersi dopo lo scandalo dei filmati con gli escort e le denunce in Procura, ancora in corso, nella sede deputata, quella della Curia di Pisa da dove, fino a oggi, non è uscito alcun commento in merito alla vicenda.

Il caso di don Euro è complesso anche a livello giudiziario perché da una parte c’è la Procura della Repubblica che procede per varie ipotesi di reato (dalla truffa all’estorsione) nei confronti del sacerdote 56enne.

Dall’altra c’è il tribunale ecclesiastico che dieci anni fa, su sollecitazione dell’allora vescovo monsignor Eugenio Binini fu chiamato a intervenire sulla vicenda don Euro: sì perché all’epoca Morini era parroco a Fossone e da parte dei fedeli c’era stata una «ribellione collettiva», così la ricorda Binini, per mandare via quel sacerdote così pressante nel chiedere offerte.

«Ci furono addirittura dei manifesti che vennero affissi in chiesa. In quella occasione – spiega monsignor Binini – non potevo non prendere in considerazione la situazione, tanto più che la legge canonica prevede che un sacerdote deve avere il gradimento della collettività. Quella che don Morini non aveva più e che era proprio il motivo per cui mi si chiedeva di intervenire».

E così fece l’allora vescovo Binini che ricorda: «Intervenni e lo spostai nella parrocchia di Sant’Eustachio, a Montignoso ma i problemi continuarono. La situazione non si era affatto risolta».

A quel punto monsignor Eugenio Binini interviene di nuovo. Ancora una volta nei confronti dello stesso sacerdote che aveva già allontanato dalla parrocchia di Fossone. Ma questa volta l’intervento di Binini è più articolato.

«Feci un’inchiesta con il vicario giudiziale – sottolinea con grande precisione Binini – e la mandai in Vaticano».

Di quella vicenda poi si occupò il tribunale ecclesiastico di competenza, quello di Pisa, e il processo terminò con l’assoluzione.

Ma intanto monsignor Binini ebbe di nuovo a che fare con don Morini. «Andai io a dire Messa a Sant’Eustachio, perché a don Morini tolsi l’esercizio parrocchiale – spiega – Non gli era consentito neppure celebrare l’Eucarestia in pubblico. Gli consentii solo di rimanere in canonica, perché all’epoca aveva il padre malato e devo dire che non si presentò più in chiesa».

«Il mio lavoro lo feci bene – conclude Binini – E ricordo anche che ho sofferto molto: don Morini da Fossone non voleva andarsene, fu molto difficile farlo trasferire. Purtroppo sono venuto a sapere dai giornali che la situazione è andata avanti. Mi dispiace perché nessuno è obbligato a farsi prete».

(a. v.)