Cava Vittoria, esulta il Grig: «Revocata l’autorizzazione»

Il Gruppo di intervento giuridico: «Era ora, vista la situazione di perdurante illegalità ambientale Ma in generale si potrebbe fare di più. Anche la Regione Toscana sta a guardare» 

FIVIZZANO. «Revocata (finalmente) l’autorizzazione ambientale per Cava Vittoria sulle Alpi Apuane»: così il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus «esprime la sua soddisfazione per la revoca della pronuncia di compatibilità ambientale (Pca) in favore dell’attività estrattiva nella Cava Vittoria, in Comune di Fivizzano». «Infatti - aggiunge - con provvedimento n. 20 del 28 settembre 2017, il dirigente del Settore Uffici tecnici del Consorzio di gestione del parco naturale regionale delle Alpi Apuane ha revocato la “Pronuncia di Compatibilità Ambientale n. 4 del 12.04.2013, relativa al piano di coltivazione della cava Vittoria”. Era ora, vista la situazione di perdurante illegalità ambientale».

La cronistoria. «In proposito, si ricorda che, con ordinanza Presidente Parco naturale regionale Alpi Apuane n. 9 del 23 dicembre 2016, previa “informativa del Comando Guardiaparco n. 3391 del 1 ottobre 2016”, venivano accertate le seguenti opere abusive in violazione del provvedimento di sospensione pronuncia di compatibilità ambientale (Pca) n. 4 del 12 aprile 2013: escavazione di 19.000 metri cubi di materiale lapideo in difformità dal progetto autorizzato (lavorazioni realizzate dalla ditta Ari Marmi srl, esercente la cava fino al 5.6.2013); escavazione di 20.000 metri cubi di materiale lapideo in assenza di autorizzazione (lavorazioni realizzate dalla ditta Aleph Escavazioni srl, esercente la cava dal 5.6.2013 ad oggi); scarico di materiale detritico nel versante a confine tra la cava Vittoria e la cava Valcontrada, in assenza di autorizzazione (lavorazioni realizzate dalla ditta Aleph Escavazioni srl). Conseguentemente, era stata ordinata la sospensione dei lavori di scarico detriti e la rimessione in pristino, previa presentazione di specifico progetto entro 30 giorni dalla notifica dell’atto e realizzazione entro complessivi 90 giorni, ma l’Ente Parco naturale regionale Alpi Apuane ha certificato (nota prot. n. 1292 del 17 maggio 2017) “che il progetto di riduzione in pristino e sistemazione ambientale della cava Vittoria, richiesto con Ordinanza del Presidente n. 9/2016, ad oggi non risulta pervenuto al protocollo di questo Ente Parco”».

«Lavorazioni a pieno regime». Eppure - si aggiunge nella nota, «“il Comando Guardiaparco rileva che nel corso di un ulteriore sopralluogo effettuato in data 28.08.2017, la ditta Aleph Escavazioni srl stava lavorando a pieno regime con tagli al monte, riquadratura di blocchi e scarico di detriti che presumibilmente vengono accumulati anche al di fuori dell’area in disponibilità, nella zona indicata come “Capannaccia” ai margini della cava Crespina”. Lavori estrattivi abusivi».

«Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva recentemente chiesto (5 agosto 2017) ai Comuni di Fivizzano e di Massa l’adozione dei provvedimenti di decadenza dalle concessioni estrattive (art. 21 della legge regionale Toscana n. 35/2015 sulle cave) rispettivamente per la Cava Vittoria e la Cava Madielle, a causa del mancato ripristino ambientale conclamato. Piuttosto evidenti i danni ambientali e le violazione di legge. Ancora non risultano adottati provvedimenti di revoca/caducazione delle attività estrattive riguardo la Cava Madielle: sia l’Ente Parco naturale regionale Alpi Apuane (ordinanza Commissario Parco naturale regionale Alpi Apuane n. 3 del 21 marzo 2017) che il Comune di Massa (determinazione dirigenziale Settore Ambiente, Attività Produttive, Mobilità, Sport, Turismo, Demografici n. 2016 del 29 giugno 2017) hanno ordinato la sospensione dei lavori e il ripristino ambientale, dopo aver verificato ingenti lavori abusivi: dopo il 22 giugno 2011, scavo in aree autorizzate (mq 5.718) di mc 41.166, pari a circa 111.000 tonnellate di marmo e detriti, di cui almeno 30.000 tonnellate di marmo asportate fra il 2015 e il 2016; realizzazione fra la fine del 2015 e il 30 novembre 2016 di scarichi di materiale detritico pari a metri quadrati 5.184. La revoca dell’autorizzazione ambientale relativa alla Cava Vittoria costituisce, però, un segnale positivo».

«Si potrebbe fare di più». Eppure, a detta del Grig, «A fronte di numerosi e reiterati casi di riscontrata grave violazione delle prescrizioni autorizzative da parte di Aziende estrattive del marmo sulle Alpi Apuane con gravissimi danni all’ambiente e alle risorse naturali (soprattutto al patrimonio idrico a causa dell’inquinamento da marmettola), non si registrano i conseguenti opportuni provvedimenti di revoca e chiusura definitiva dei relativi siti estrattivi. La Regione Toscana, poi, sta a guardare, pur sollecitata esplicitamente. Altro che buon governo del territorio! Senza contare i danni economici alla collettività: basti pensare ai maggiori costi (300mila euro annui) per la potabilizzazione delle acque o alle mancate entrate della tassa concessione marmi sugli ingenti quantitativi estratti abusivamente: un vortice di probabili ricavi illeciti e di danni alla collettività. Le zone interessate fan parte del parco naturale regionale delle Alpi Apuane e rientrano in aree della Rete europea Natura 2000: sarebbe ora che giungessero in primo luogo dalle amministrazioni pubbliche competenti segnali forti e univoci per la salvaguardia dei valori naturalistici e ambientali delle Alpi Apuane, per la difesa della salute pubblica, e per il ripristino della legalità», conclude Stefano Deliperi del Grig.