Il gigolò dalla D’Urso: ecco chi è don Morini

Mangiacapra in tv su Canale 5 racconta del suo rapporto con il sacerdote sotto inchiesta

MASSA. Settecentomila euro in contanti e 150 mila euro in gioielli, ma anche sesso, droga e acqua santa venduta a caro prezzo. Rivela tutto Francesco Mangiacapra, intervistato qualche giorno fa da una trasmissione delle reti Mediaset, Pomeriggio 5, condotta da Barbara d’Urso, sul caso di Don Morini, ormai noto a livello nazionale come Don Euro. Conclusa l'inchiesta della procura di Massa Carrara sul prelato, che dovrà rispondere di truffa e appropriazione indebita, rimangono gli strascichi di questa storia che sta facendo discutere tutta Italia. E continua ad arricchirsi di nuovi dettagli. «Diceva di essere un giudice – racconta il gigolò nell'intervista – ma anche un medico, tutto cambiava a seconda di chi si trovava davanti. A volte prescriveva anche medicinali alle persone bisognose».

Nel racconto del gigolò compaiono dettagli scabrosi e la testimonianza dei vizi lussuosi che il prelato manteneva con i soldi delle donazioni dei fedeli. Ma anche false promesse di lavoro a giovani disoccupati e commenti degradanti a chi lo serviva al ristorante. «Nel locale in cui ci siamo incontrati, in una suite di un hotel di lusso di Napoli, era già con qualcuno. Due o tre volte al mese faceva viaggi per assistere i moribondi, ma coglieva l'occasione per fare festini». Fino al giorno in cui Francesco Mangiacapra riceve una chiamata da parte di don Morini da un numero di telefono fisso, e facendo un paio di ricerche scopre la vera identità del prete.

Tra gli intervistati anche alcuni fedeli che avevano donato a don Morini del denaro da devolvere in beneficenza. «Era venuto a benedire casa nostra e noi, rimasti colpiti dalla simpatia del prete, abbiamo deciso di fare un'offerta. Mia moglie all'epoca era in punto di morte e voleva regalare un anello alla madonna. Ci disse che di lì a poco si sarebbe messo in viaggio verso Medjugorje. Decidemmo di dargli l'anello». E la testimonianza di una fedele della comunità di Caniparola, che partecipò al volantinaggio per mandare via l'allora parroco della chiesa del quartiere. «Distribuimmo dei volantini con su scritto “Via don Morini da Caniparola”. Durante l'omelia lui rispose che il vescovo non poteva mandarlo via perché se casca lui, casca il castello. Siamo tutti rimasti basiti».

Ieri è tornato in trasmissione e ha mostrato gli sms che si sarebbe scambiato con il prelato. E in una dichiarazione ha affermato: «Ho avuto diverse relazioni con uomini di chiesa. Ma ero sicuro che i loro fossero soldi personali e non dell'8 per Mille. Ho denunciato subito e sono andato dal Vescovo. Ma lui non mi ha mai risposto. L'unica dichiarazione pubblica che ha fatto è stata un invito a pregare».

Camilla Palagi