Esasperati da tanfo e liquami del Lavello

Petizione degli abitanti della zona consegnata al sindaco: «Non possiamo aprire le finestre: una situazione insostenibile»

MASSA. Acqua marrone come cioccolata. Fetore, miasmi, puzzo. «Non possiamo aprire le finestre e neppure mangiare fuori». Lino Marchetti abita a Prato ma da una quindicina d’anni si è comprato la seconda casa in via di Lavello, a un passo dalla Marina. «Questa estate non volevamo neanche venire, e oltretutto paghiamo il doppio di tasse, questa è la ricompensa».

Marchetti è tra i 110 firmatari che nel giro di qualche giorno hanno aderito a una petizione consegnata venerdì 25 agosto al sindaco di Massa, Alessandro Volpi. Due, su tutte, le richieste dei rimostranti: valutare il funzionamento dei due depuratori (che tra loro sono distanti in linea d’aria più o meno 500 metri), quello costruito negli anni Ottanta e quello più recente; e intervenire da un punto di vista igienico-sanitario e con una pulizia generale sul torrente Lavello – tra i pochi del territorio non in secca – e sul suo piccolo affluente, il fosso Bozzone, pensato come cassa di espansione ma dove si sono aperte delle falle in una paratia di protezione che impediva in condizioni normali di accogliere acqua. Adesso il fosso è nelle stesse condizioni del Lavello.

«I liquami ristagnano a pochi metri dalle nostre abitazioni – ha spiegato una residente, Maria Paola Del Freo – il tanfo è insopportabile. La paura ora è se dovesse piovere in modo torrenziale: c’è un ponticello che fa da tappo sul torrente nei pressi del vecchio depuratore, che tra l’altro doveva essere già abbattuto, a questo punto noi chiediamo un suo ampliamento. E poi il Consorzio di bonifica Toscana Nord non realizza i lavori di ripulitura necessari».

Ha aggiunto sullo stesso tono Pasquale Mastroberti: «I topi scorrazzano tra gli alti canneti, i rovi e la fitta vegetazione. Da tempo avvertivamo di tanto in tanto il puzzo dei liquami, ma da un paio di anni a questa parte la situazione è diventata davvero insostenibile. Noi, qui, non viviamo certamente bene».

Accompagnati in municipio dal consigliere di Forza Italia Stefano Benedetti, questi cittadini hanno strappato perlomeno un paio di promesse: «Faremo un tavolo di confronto con Gaia (il gestore idrico, ndr) sulla questione - ha detto il sindaco - e poi solleciteremo la Regione Toscana affinché invii il contributo al Consorzio per la manutenzione straordinaria del torrente Lavello, lavoro già inserito nel piano delle opere (tra l’altro l’assessore fiorentino all’ambiente, Federica Fratoni, era sul posto per un sopralluogo non più tardi di quattro mesi fa, ndr)».

Ha proseguito Volpi: «Altra questione riguarda la pulizia dei fossi e dei terreni privati: come amministrazione pubblichiamo molte ordinanze nei confronti dei cittadini inadempienti, ma la maggior parte di loro preferiscono pagare la contravvenzione che pulire le aree di proprietà. Noi possiamo intervenire soltanto quando la condizione di questi terreni va a danneggiare anche gli spazi pubblici».

C’è poi in corso un intervento da 900.000 euro per adeguare le vasche del vecchio depuratore, «ma non sarà risolutore dei problemi, il forte odore e i liquami a cielo aperto rimarranno - ha chiuso Benedetti - nel Lavello arrivano gli scarichi della Marina e da Montignoso, e dai tubi del depuratore esce acqua scura, di colore marrone. Tra l’altro pochi giorni fa c’è stata una morìa di pesci, adesso quei pesci non ci sono proprio più».

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