Aghinolfi, «nessuna gara e punto ristoro non a norma»

Il cibo viene preparato in una struttura “non utilizzabile per somministrazione” Protestano alcuni operatori. Lorenzetti: «Ritardo dovuti a problemi esterni»

MONTIGNOSO. Il punto ristoro al castello Aghinolfi non è operativo, ma durante gli eventi in programma per questo mese di agosto la Strada del vino dei colli di Candia e Lunigiana organizza degustazioni o cene con prodotti tipici del territorio. E lo fa anche in zone che sarebbero vietate come il manufatto denominato «chiesetta di Santa Caterina» che, dal protocollo n. 12477 del responsabile comunale del settore gestione del territorio risulta «agibile, ma non utilizzabile come punto ristoro per attività di somministrazione alimenti e bevande».

Quello spazio viene utilizzato come una sorta di base per predisporre i piatti da servire. Ed è ciò che ha fatto scatenare la rabbia di chi, fin dall’inizio dell’anno, aveva chiesto informazioni su un’eventuale gara pubblica per la gestione del punto ristoro.

In particolare, se ne erano interessate Federica Cerutti, che lavora nel settore alimentare, e Veronica Cherubini, interna ad un’importante galleria d’arte: avrebbero costituito un’associazione e, oltre ad offrire prodotti a km zero, avrebbero promosso eventi culturali e mostre da visitare anche quando il punto ristoro fosse chiuso.

Cerutti racconta: «Nel corso dei mesi ci hanno detto più volte che il bando sarebbe stato pubblicato finché a giugno lo stesso sindaco Gianni Lorenzetti mi ha riferito dell’impossibilità di accedere all’Aghinolfi per problemi di inagibilità. Invece, a fine luglio, su Facebook ho letto l’annuncio della riapertura, degli eventi e delle cene. In più hanno annunciato il calendario il 22 luglio quando la convenzione non era ancora firmato».

Il castello Aghinolfi, infatti, ha riaperto dopo mesi di chiusura; le porte medievali si sono spalancate ufficialmente il 27 luglio perché la nuova convenzione tra l’Istituto valorizzazione castelli e il comune di Montignoso è stata firmata solo il giorno prima. L’accordo, della durata di cinque anni, prevede il versamento di 4.000 euro annuali dal Comune all’Istituto, orari in base alla stagione, la promozione di attività culturali, ludico-didattiche e ricreative ed un punto ristoro da assegnare tramite manifestazioni di interesse, aperto dal 1 giugno al 30 settembre, come servizio strumentale al Polo museale e didattico. Quel punto ristoro che, quest’estate, non è stato possibile allestire.

«Arrivano sempre in ritardo – attacca il consigliere Andrea Cella, Lega Nord – nessuno vietava all'amministrazione di muoversi per tempo ed essere pronti a maggio; oltretutto, per le cene adoperano la chiesetta di cui gli stessi uffici hanno vietato l’utilizzo».

Il sindaco è chiaro: «Quello è un magazzino, il punto ristoro è un bancone che viene posizionato nel giardino; abbiamo aperto all’ultimo tuffo per problemi strutturali, il bando lo faremo il prossimo anno e vincerà l'offerta migliore, nel frattempo ci avvaliamo della collaborazione della Strada del vino perché è un associazione partecipata dagli enti, quindi nostra. È tutto legato ad interessi particolari», chiude la polemica Lorenzetti.