Un bagno di famiglia regno dei surfisti, dello yoga e dei libri

La storia del Morgana: dal 1934 a servizio di turisti e clienti. La titolare: è una buona stagione, ci sono tanti stranieri 

MARINA DI CARRARA. Un «bagno di famiglia», uno stabilimento balneare che dalla nonna arriva ai nipoti e che oggi è diventato la “casa” dei surfisti di Marina di Carrara. Stiamo parlando del Bagno Morgana di Marina di Carrara da dove lanciano una nuova sfida: portare la cultura – intendendo eventi, incontri e mostre – al mare.

«La prima concessione che ho rinvenuto materialmente è del 1943». Esordisce così, con queste parole, Elena Bottari che con il fratello, Paolo, dal 2003 è titolare dello stabilimento.

Tutto parte qualche generazione fa prima con la nonna di Elena e Paolo («la nonna Ersilia»), poi lo stabilimento passa a loro padre, Riccardo, prima di arrivare nel 2003: l'anno, appunto, in cui la gestione dello stabilimento arriva a loro.

«Ma chi ha dato un valore aggiunto è stata mia mamma che era una turista venuta qua a Marina di Carrara da Varese - puntualizza prontamente Elena - Quando passano così di generazione in generazione diventa per forza di cose una seconda casa. Abbiamo costruito tutto noi negli anni con cura e passione: quando siamo qui ci sentiamo come a casa».

E tra i marchi di fabbrica consolidati nel tempo da questa “seconda casa”, dallo stabilimento Morgana, c'è il surf. Una peculiarità che con il passare degli anni ha portato alla nascita della Delta Nove Surf School, associazione sportiva dilettantistica. Una scuola di surf che conta una trentina di allievi per altrettanti, all'incirca, soci. I maestri sono due ragazzi carraresi: Giovanni Evangelisti e Leonardo Cappuccini (figlio di Elena). «Le lezioni – spiega Leonardo – sono aperte a tutti, senza limiti di età, e noi forniamo tutto il materiale dalla tavola alla muta. Ovviamente a decidere quando fare lezione è il mare».

Questo, quindi, l'identikit dello stabilimento, la tradizione e il passato composto naturalmente dai clienti storici, quelli più affezionati che «sono attaccati al loro numero di cabina e al loro posto e guai a cambiare», dice sorridendo Elena.

Il presente dello stabilimento balneare invece viene tradotto nel bilancio della stagione estiva.

«Noi – commenta Elena – stiamo lavorando. Certo, bisogna darsi da fare, venire incontro al cliente, però questa stagione stiamo lavorando. Quest'anno da noi ci sono più stranieri, solitamente la nostra clientela è composta per metà da turisti che vengono qui da una vita e per l'altra metà dai nostri stagionali».

Ed è un presente, inoltre, fatto di eventi. Tra questi troviamo gli appuntamenti tradizionali, quelli che si ripetono da anni ogni stagione (la classica cena per i fuochi di artificio e la festa di Ferragosto con i ragazzi del bagno) e quelli più insoliti, le novità (i corsi di crossfit, yoga e taijiquan fatti duranti i mesi scorsi).

Un ultimo aspetto, quello degli eventi, che, come detto, proietta lo sguardo dei gestori verso il futuro: «Vogliamo – auspica Elena – portare la cultura al mare. Fare serate dove si presentano libri, fare serate dove i ragazzi della zona suonano, organizzare magari mostre e altro. Sarebbe un primo granellino di sabbia». Dalla prima concessione ritrovata datata 1943 alla sfida della cultura in spiaggia: nel mezzo tre generazioni, una clientela affezionata, il surf, i bilanci sulle stagioni estive e molto altro. «Il turismo – conclude Elena – è cura e amore per il luogo. Noi ci rimbocchiamo le maniche per fare accoglienza e avere cura dell'ambiente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA