Arriva Geoticket il tesserino per funghi che viaggia on line

Un sito per gestire i permessi di raccolta nel Pontremolese. Gli ideatori: avremo un data base prezioso di tutti i raccoglitori

PONTREMOLI. Funghi, web e turismo. Sono gli “ingredienti” del progetto che è stato presentato da tre giovani titolari di una start up (la “geoticket”) alla presenza del sindaco Lucia Baracchini e dei presidenti delle due riserve per la raccolta dei funghi del pontremolese (Gianfranco Pizzanelli della riserva Alta Valle del Verde e Antonio Lisoni della riserva della Valdantena) che hanno aderito all’iniziativa.

Di cosa si tratta? In pratica già dalla prossima stagione autunnale, sarà possibile acquistare i biglietti per la raccolta dei funghi direttamente su internet, al sito www.geoticket.it. Un metodo che aprirà delle opportunità specifiche che porteranno dei grossi vantaggi a beneficio dei clienti, del territorio e delle attività del comprensorio stesso. A spiegarci la nascita del progetto, che ha avuto avvio circa due-tre anni fa, è Francesco Biacchi: «La nostra idea di base era quella di sfruttare un marchio come è quello del fungo porcino abbinandolo alla tecnologia per creare un prodotto che andasse a vantaggio del territorio. Quindi il fungo non solo come un fine ma capace di diventare un mezzo attraverso cui far conoscere le realtà montane».

Ma come funziona in concreto questo metodo di vendita? Tutto molto semplice, basta collegarsi al sito, compilare i propri dati comprare il biglietto indicando il giorno o i giorni in cui si vuole andare a caccia del “re del bosco appenninico” ed il gioco è fatto. Poi il biglietto si può stampare o semplicemente basta scaricarlo sul cellulare. «E questo crea molti vantaggi. Da un lato il cercatore di funghi può organizzarsi prima di partire, senza quindi dover andare ‘alla cieca’ magari non sapendo dove si acquisto la tessera per la raccolta». Un vantaggio c’è anche per il territorio e le aziende del luogo «quando viene inviato via mail il biglietto al cliente non gli viene recapitato solo quello, ma anche tante informazioni utili che gli permettono di visitare e conoscere il territorio. Quindi informazioni sui luoghi di interesse, i posti da visitare, ristoranti dove mangiare, strutture dove dormire. Insomma un pacchetto turistico a 360° che permette di invogliare il “cercatore di funghi a visitare questi luoghi».

L’entusiasmo dei tre giovani è decisamente contagioso visto che al progetto hanno aderito molti Comuni e Riserve dell’Appennino dalla Liguria all’Emilia Romagna. «Abbiamo aderito con entusiasmo – ha sottolineato Pizzanelli – perché in questa era tecnologica non si può rimanere fuori rispetto alle novità che ci lancia il progresso. E credo che davvero possa avere delle grosse potenzialità dal punto di vista turistico». Concetti condivisi anche da Lisoni che ha evidenziato come questo modello di vendita permetta «una maggiore diffusione (la prenotazione può essere teoricamente fatta da ogni parte del mondo) e fornire anche preziosi dati, visto che si saprebbe da dove vengono e in quale periodo dell’anno preferiscono recarsi nei nostri boschi i cercatori di funghi».

Soddisfatta anche la sindaca che sottolinea l’importanza di queste idee che collegano l’arco appenninico favorendo la valorizzazione del territorio montano. Il web dà quindi una mano alla montagna e ai funghi… ma per metterli nella propria gerla non basta il computer e c’è ancora bisogno di mettersi a scarpinare nei boschi. Ma per questo bisogna attendere il prossimo autunno... come per il web.

Riccardo Sordi