Carrara, «Non ci stiamo a far la parte dei cattivi»

Confindustria, Lucchetti replica a De Pasquale e a Zubbani: sbagliato fare le “bolle” contro gli imprenditori del marmo

CARRARA. Da una parte un sindaco, Francesco De Pasquale che, annuncia la linea dura sui beni estimati e prende le distanze dal suo predecessore, bollandolo come «amico degli industriali».

Dall’altra l’ex sindaco Angelo Zubbani che si toglie qualche sassolino dalle scarpe e afferma: «Io amico degli industriali del marmo? Semmai il contrario, ci ho combattuto per dieci anni».

Nel mezzo la Confindustria apuana che ha deciso di replicare sentendosi tirata in causa da due amministratori che, anche se in modi e in tempi diversi, prendono le distanze dagli imprenditori del lapideo. E che tuona: «Non accettiamo bolle contro gli industriali del marmo».

«È dopo un’attenta valutazione, ma con grande imbarazzo, che ho deciso di intervenire nella querelle in atto fra il neo-sindaco di Carrara e quello che ha governato la città negli ultimi dieci anni- si legge nella nota firmata dal presidente della delegazione marmo di Confindustria Erich Lucchetti - Volutamente non li cito per nome, visto che il mio obiettivo in rappresentanza dell’industria del marmo, della realtà che rappresentano e dei lavoratori che impiegano, non è certo quello di buttare benzina sul fuoco, ma esattamente il contrario. È quello di richiamare chi occupa un importante ruolo istituzionale al dovere delle istituzioni, che è quello di buon governo e di attenzione alla realtà, ai problemi ma anche alle potenzialità del territorio e della comunità che sono chiamati a guidare».

«E proprio la nostra comunità ha scontato per troppi anni bandiere ideologiche issate sul pennone del nulla, per potersi permettere ancora, in un momento di congiuntura economica e sociale così negativa come quella attuale, una ulteriore polemica nel dibattito politico a tutto danno dei cittadini e anche delle imprese - prosegue la nota di Lucchetti - L’esercizio di scrivere sulla lavagna i buoni e i cattivi, ovvero chi si occupa di marmo da una parte, chi è contro il marmo dall’altra, non è manicheo, semplicemente nega la storia e l’essenza del nostro territorio. Solo poche settimane fa l’Università Cattolica ha presentato il Bilancio Sociale del settore lapideo nel nostro comprensorio evidenziando la forte compenetrazione tra le attività legate al marmo e la vita economica e sociale. I numeri del rapporto in termini di valore aggiunto, redditi, occupazione e tassazione sul marmo dovrebbero indurre i nostri amministratori a promuovere, senza derogare alla fermezza, i percorsi che, facendo leva sulla collaborazione di tutti (lavoratori, tecnici, imprenditori e controllori), generano maggiori redditi, occupazioni e benefici alla comunità».

«Le “bolle” generiche contro gli “industriali del marmo” forse appagano i miopi curatori delle campagne elettorali ma, nel nostro caso, sottintendono una preoccupante mancanza di idee e di progetti per il futuro della città e dei tanti giovani che vi cercano occasioni di lavoro - prosegue Lucchetti - All’amministrazione, alle istituzioni, una volta diradatisi i fumi elettorali, chiediamo esattamente di fare questo: affrontare i problemi del marmo come parte integrante del passato, del presente e del futuro e, anche, lasciatemelo dire, come eccezionale opportunità di sviluppo nel campo dell’innovazione, dell’economia circolare e di quel fattore che si chiama occupazione e che dovrebbe rappresentare nel nostro territorio, in Toscana e nell’intero paese, l’obiettivo principale e prioritario».

(a.v.)

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