Derubano un anziano, due arrestati

Uno dei due arrestati mentre viene condotto in commissariato

Sono due iraniani, dopo il colpo a Carrara erano fuggiti verso Massa: presi grazie a un testimone

CARRARA. Due iraniani sono stati arrestati dalla polizia per il furto di soldi ai danni di un anziano. Si tratta di  Y.H. 32enne e K.A. 27enne (sono state fornite solo le iniziali), resisi responsabili, in concorso, del delitto di furto aggravato in danno di un cittadino ultra settantenne. Decisiva, nel rintracciare i colpevoli, la collaborazione di un testimone che forniva il numero di targa ed il modello di auto utilizzata dai due individui, e così la sala operativa del Commissariato di polizia poteva diramare l'allerta a fini di ricerca in ambito provinciale. Una pattuglia del Radiomobile dei Carabinieri di Massa individuava e fermava dopo pochi minuti quello stesso veicolo in località Marina di Massa; i due a bordo venivano perquisiti, avevano 1.200 euro in contanti. Uno era già stato oggetto di  segnalazione alla magistratura per reati contro il patrimonio; a bordo anche dollari e Lek albanesi, di cui non riuscivano a giustificare il possesso. Venivano trovate e sequestrate anche  due cartine stradali, l’una del Belgio / Lussemburgo, l’altra della Turchia, entrambe utilizzate come stratagemma per distrarre a Carrara  l’anziano signore al fine di derubarlo; lo stratagemma era stato di chiedergli una improponibile indicazione stradale; la richiesta all'anziano, avvicinato ad un incrocio, era stata fatta un po' in inglese e un po' in italiano. Uno dei due aveva poi mostrato delle banconote straniere, chiedendo di mostrare gli euro per capirne il valore ai fini di un presunto cambio. Con destrezza, i due facevano sparire diverse banconote da 50 euro all'anziano e scappavano. I due venivano poi portati dalla Caserma dei Carabinieri di Massa alla Caserma della Polizia di Stato di Carrara, dove il testimone aveva modo di riconoscerli. I due venivano tratti in arresto e condotti in udienza, celebrata il giorno successivo; e durante la direttissima, gli imputati hanno patteggiato una pena detentiva, consentendo al derubato di rientrare in possesso del maltolto.