Massa, ruba cibo al supermercato: condannato a quattro mesi

Il pensionato ha altri processi simili in corso e rischia di finire in carcere: «Con la minima io e mia moglie non riusciamo ad arrivare alla fine del mese»

MASSA. È stato condannato a quattro mesi e a pagare centoventi euro di spese processuali. Il reato che aveva commesso un pensionato di 63 anni massese era quello di aver rubato merce dagli scaffali dell’Esselunga per 77 euro. Un furto che non era riuscito a mettere a segno perché una volta arrivato alle casse era stato fermato dagli uomini della vigilanza del supermercato che avevano seguito le sue mosse dai monitor del circuito di videosorveglianza. Trovata la refurtiva sono state avvisate le forze dell’ordine e sono scattate le manette. Anche se il processo lo ha aspettato a piede libero. La sentenza, anche se la pena è di pochi mesi, però metterà nei guai il pensionato, perché ha almeno altri quattro procedimenti simili in attesa di essere dibattuti in tribunale.

Ma il protagonista di questa vicenda - difeso dall’avvocato Matteo Bertucci - non è un criminale incallito e neppure soffre di una forma di cleptomania. Quando va al supermercato a rubare lo fa perché ha fame e perché deve provvedere anche alla moglie. La coppia non riesce a vivere con la minima e quindi quando il conto corrente è in rosso prova a portare via quello che può dagli scaffali. Soltanto generi alimentari e prodotti per la casa, come era successo all’Esselunga quando è stato sorpreso dalle guardie giurate. E come è successo nelle altre occasioni in cui ha dovuto spiegare alle forze dell’ordine l’accaduto. Va anche detto che polizia e carabinieri ormai lo conoscono e una volta hanno dato loro i soldi all’uomo per evitare l’ennesimo guaio giudiziario. Ma lui lo ha ribadito anche in aula: «Non posso fare a meno di rubare, io e mia moglie in qualche modo dobbiamo pur mangiare». A settembre il nuovo processo. Il rischio è che per il pensionato, con il cumulo delle pene, si aprano le porte del carcere. Oppure che all’ennesimo tentativo di furto un giudice disponga una misura cautelare che gli impedisca di uscire di casa.


Ma non sono rari casi di questo genere nella nostra provincia. Qualche settimana fa una diciassettenne era stata sorpresa con alcuni reggiseno e svariate mutandine infilate in una tasca interna del giubbotto e ai vigilantes aveva detto che gli indumenti le servivano perché aveva un fidanzato molto esigente in fatto di biancheria intima e lei non aveva così tanti soldi da accontentarlo tutte le volte che si incontravano. E così piuttosto che deluderlo si era trasformata in una ladruncola. Ma il colpo era andato male ed era stata denunciata a piede libero per furto, con l’aggravante di essere minorenne. (d.d.)