Allarme malformazioni nei neonati

Studio Sentieri: media apuana del 14% più alta di quella nazionale e del 66% più alta per i problemi all’apparato digerente

MASSA. A Massa-Carrara ci sono malformazioni nei neonati oltre la norma. Queste voci, che circolavano già da anni negli ambienti dell’Asl e dell’Opa, sono oggi confermate, nero su bianco, da Riscripro, rapporto conclusivo dell’ultimo studio della filiera Sentieri. Lo studio Riscripro, coordinato dal dottor Fabrizio Bianchi, epidemiologo all’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, ha valutato i rischi sulla salute riproduttiva all’interno di 18 Sin (Siti contaminati di interesse nazionale), tra cui quello di Massa-Carrara, tra il 2004 e il 2013.

Dal rapporto, i cui risultati sono stati appena pubblicati dall’Espresso on-line, emergono notizie assai preoccupanti sulla salute riproduttiva in diverse aree italiane, tra cui il nostro territorio. Chi vive in zone ancora inquinate a causa di attività industriali -anche se cessate da molto tempo, come a Massa-Carrara- sembra infatti aver maggiori probabilità di procreare un figlio con malformazioni congenite, che sono una delle principali cause di morte fetale e disabilità. Nel nostro paese, però, i registri delle malformazioni congenite coprono, a diversi gradi, solo alcune regioni. I ricercatori di Riscripro hanno così potuto analizzare i siti inquinati di 6 sole regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Campania e Sicilia. Trattandosi di malattie rare, anche l’aumento di pochi punti percentuali rispetto alle altre aree regionali può essere considerato significativo.

Nel perimetro del Sin apuano, costituito dai comuni di Carrara e Massa, il rischio di nascere con una malformazione dell’apparato digerente è del 66% più alto rispetto alla media regionale. Sempre a Massa-Carrara, gli epidemiologi hanno osservato tra i nati il 14% di bambini in più con malformazioni congenite rispetto alla media regionale, come a Priolo e Gela, dove i nati con malformazioni dei genitali sono rispettivamente il 50% in più e oltre il doppio del resto della Sicilia.


Nel Sin di Livorno, dove nelle aree portuali sorgono raffinerie ed altre industrie, le cardiopatie congenite sono il 50% in più rispetto al dato regionale, così come nella vicina Piombino. Questo perché la provincia labronica ha una storia di sfruttamento del territorio molto simile alla nostra, con un passato terribile, che ha lasciato una triste eredità fatta di suoli e falde ancora avvelenate dopo trent’anni dalla chiusura delle industrie chimiche, che continuano a gravare sulla salute della popolazione.

Ma a Massa-Carrara le malformazioni alla nascita erano già state segnalate anche dai risultati finali del primo studio Sentieri, pubblicati nel 2011. «Per le condizioni morbose perinatali e per le malformazioni congenite - si legge nella sezione che lo studio dedicava alla nostra provincia- è plausibile un ruolo delle esposizioni ambientali presenti nel Sin, in particolare è ipotizzabile un ruolo eziologico per le esposizioni agli agenti chimici», cioè agli inquinanti, prodotti sia dagli stabilimenti industriali attivi all’epoca del polo chimico e ancora presenti nelle aree da bonificare, che dai siti di discarica. Insomma, soprattutto a causa del grave inquinamento provocato dalle fabbriche chimiche attive nella zona industriale fino alla fine degli anni ’80, in primis Rumianca e Farmoplant, a Massa-Carrara ci sarebbero più malformazioni alla nascita rispetto alla media, peraltro - a quanto sembra- di fronte a genitori costituzionalmente sani.

Anche una ricerca della Boston University ha confermato che l’esposizione a sostanze inquinanti durante la gravidanza riduce il peso dei bebè alla nascita, favorendo il sorgere di patologie invalidanti. Sul nostro territorio, però, quando si affrontano certi temi, si riscontra ancora oggi una reticenza figlia di troppi imbarazzi.

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