CARRARA. Nuovo atto della Procura della Repubblica nei confronti del porto di Marina di Carrara. Ieri nel primo pomeriggio sono stati disposti (con un decreto) una serie di perquisizioni personali e il sequestro di documenti e file all’interno dell’Autorità portuale e della società presieduta dall’armatore Enrico Bogazzi.
Le perquisizioni. Il decreto della procura è stato emesso ieri l’altro. Le perquisizioni sono scattate ieri poco prima delle ore 16 a carico di Francesco Messineo, presidente dell’Authority (difeso dall’avvocato Adriano Martini); Nicola Del Nobile, segretario del porto (assistito dal legale Erica Bertola), Vittorio Maggiani (difeso dall’avvocato Franco Perfetti) e Mario Testai (difeso dal legale Giorgio Porzano).
Un nuovo atto di una maxi indagine che la Procura ha aperto sulla situazione del porto di Marina di Carrara e sulle aree demaniali al proprio interno.
L’indagine. L’indagine della Procura, lo ricordiamo, ha definito «arbitraria l’occupazione da parte della Porto di Carrara Spa di suolo del demanio marittimo all’interno dello scalo di Marina di Carrara, in quanto effettuata in assenza della concessione». La Porto sarebbe quindi stata «conseguentemente avvantaggiata dal mancato esercizio dei poteri di vigilanza e controllo (previsti dalla legge 84/1994) da parte dell’Autorità portuale». Vigilanza e controllo - si legge nel provvedimento di informazione di garanzia e contestuale decreto di perquisizione e sequestro della procura, che «sarebbero dovuti sfociare nell’adozione delle iniziative del caso perché la società corrispondesse il canone di 550.000 euro per il conseguimento della concessione».Le perquisizioni sono scattate negli uffici e nelle abitazione degli indagati.
Ma cosa sta cercando la procura? «Le richieste della società Porto di Carrara avanzate nel periodo di entrare in vigore della legge 84/94 fino ad oggi per il rilascio dell’autorizzazione e i provvedimenti - si legge nel documento della procura - di volta in volta adottati dall’Autorità portuale. E, infine gli atti relativi alle eventuali impugnazioni dinnanzi alla giurisdizione amministrativa in relazione ai provvedimenti di volto in volta adottati dall’Autorità portuale in relazione a ciascuna richiesta».
Gli interrogatori. Nella giornata di ieri sono stati nuovamente sentiti alcuni degli indagati. Quello che la Procura sta cercando di ricostruire sono le fasi esatte dell’occupazione delle aree demaniali all’interno dello scalo.
Il presidente dell’Autorità portuale è stato sentito all’interno del suo ufficio. E le indagini vanno avanti: sono stati requisiti infatti anche tutti i documenti che finiranno nel fascicolo che il procuratore capo Aldo Giubilaro ha aperto ormai da qualche mese e che ha già portato ad azioni eclatanti nei confronti della Porto spa come ad esempio i due sequestri del mese di agosto: la banchina Fiorillo è stata poi dissequestrata mentre a ponente la situazione resta molto complessa.
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