Gli occhi del vicinato per prevenire rapine e criminalità

Parte a San Carlo il progetto dei «Gruppi di controllo» I cittadini vigili in contatto con le forze dell’ordine

MASSA. Niente iniziative personali, solo occhi e torce accesi nella notte per sorvegliare e prevenire furti, scippi e altri problemi legati alla microcriminalità. Inaugurata ufficialmente a San Carlo l’operazione «Gruppi di controllo del vicinato», appoggiata dal Comune di Massa che istituisce una rete di cittadini, coordinati tra loro e in contatto con le forze dell’ordine.

Alla presenza del sindaco Alessandro Volpi e del comandante della Polizia municipale scoperto il cartello in piazza: «Zona sottoposta a controllo del vicinato», con il simbolo del comune e un’immagine stilizzata di un occhio che tiene sotto controllo le sagome di un piccolo paesino. Gli occhi vigili dunque saranno quelli delle 72 famiglie nel circondario coinvolte nel progetto e inserite in una lista delle forze dell’ordine.

«Dai furti che abbiamo subito l’anno scorso durante i primi dieci giorni di agosto - racconta una signora che fa parte del comitato - molti di noi hanno cominciato ad avere paura. Si passavano le notti in bianco e abbiamo deciso di sfruttarle per fare qualcosa che desse sicurezza a tutti.

Passeggiate notturne con torce e cellulari alla mano, pronti ad avvertire di qualsiasi stranezza». Si conoscono tutti; qui la prima targa forestiera salta all’occhio come il giallo di un uovo su un piatto di ceramica bianca.

«L’iniziativa è importante – ha commentato il sindaco Alessandro Volpi – è nata per volontà dei cittadini che l’hanno fortemente voluta. Il contatto con le forze dell’ordine sarà costante, verranno organizzati anche dei corsi di formazione, anche per evitare di fare telefonate per ogni ombra che si muove. Questo è il secondo comitato che si costituisce dopo quello del quartiere Poggi. In più ci sono i cartelli a fare da deterrente».

Oltre a quello scoperto dal sindaco, altri cartelli sono disseminati per il paese. Occhi ovunque, a ricordare a eventuali malitenzionati che dietro le finestre e in giro ce ne sono di veri. Pronti a segnalare ogni movimento sospetto e mettere in allarme il paese e le forze dell’ordine.

«Non le chiamate ronde – spiega il presidente dell’associazione Nicola Cencetti – non andiamo in giro armati. Siamo contenti di questo risultato, ora speriamo di riuscire ad ottenere anche le telecamere di sorveglianza. Siamo molto grati alle forze dell’ordine che hanno risposto sempre con solerzia ai nostri avvertimenti. Qui eravamo abituati a stare con le chiavi appese, ci piacerebbe che fosse di nuovo così». Un modo anche per unire il paese, dicono. «Da quando abbiamo cominciato a sorvegliare – spiega un’altra donna – ci conosciamo di più e meglio. Sappiamo degli altri, ci informiamo su come stanno e teniamo sotto controllo le loro cose quando vanno in vacanza. Per me hanno rinsaldato il rapporto della comunità».