«A Cava Fornace c’è il rischio amianto»

Sos della minoranza: «Il sindaco è fumoso, si dica un no chiaro a nuove destinazioni dei rifiuti»

MONTIGNOSO. Non basta il no a nuove riclassifficazioni di Cava Fornace pronunciato dal sindaco Gianni Lorenzetti due giorni fa. Per Montignoso Democratica la posizione dell’amministrazione è ancora fumosa e invitano il sindaco a pronunciare chiaramente su tre punti: no all’eliminazione del limite del 30% massimo dei rifiuti diversi dagli inerti e dalla marmettola, no all’apertura a nuovi codici non pericoloso e il potenziamento dei controlli indipendenti sui conferimenti, allargando la commissione consiliare alle associazioni e al Comitato dei cittadini.

Ulteriore preoccupazione è per «le voci» che si rincorrono in questi giorni, e che vedrebbero la discarica di Cava Fornace come sito per lo stoccaggio delle terre derivanti dalla bonifica della zona ex Farmoplant. «Il nostro territorio sta correndo un grande rischio – dichiarano da Montignoso Democratica – e a molti sarebbe utile avere uno spazio importante dove andare a conferire rifiuti potenzialmente pericolosi da tutta la Regione. Naturalmente questi tipi di conferimento sarebbero molto remunerativi per il gestore. ».

Il nodo della questione sta nella questione che riguarda la destinazione dei rifiuti. «Nell’intervista del sindaco non se ne parla ed è la questione centrale per tenere sotto controllo quella discarica. Oggi Cava Fornace è una discarica che ha una destinazione chiara, è una discarica prevalentemente di marmettola, sono ammesse altre tipologie di rifiuto in una percentuale di 70% di marmettola e 30% di altri codici, tutti classificati in modo preciso. Il tentativo in corso è quello di eliminare questo vincolo»

La paura è che il sito sia preso come riferimento per scaricare materiali ben più inquinanti e pericolosi della marmettola Potremmo così diventare il bacino di conferimento dell'amianto di tutta la regione, magari con una particolare attenzione al Comune di Prato che di fatto controlla la Programma Ambiente e che ha casualmente varato in questi mesi un piano straordinario per lo smaltimento dell'amianto presente sul proprio territorio. La battaglia vera che deve essere fatta è il mantenimento del vincolo.