L’ombra della mafia cinese ora si allunga sulle Apuane

Un incendio al bazar cinese a Turigliano

Il report scritto dalla fondazione Caponnetto induce a riflessioni: Tra incendi di negozi e prostituzione la situazione si fa preoccupante

MASSA CARRARA. La mafia cinese non è ancora radicata nel territorio apuano, ma fa sentire il suo fiato sul collo ai connazionali che investono nel territorio. Lo testimoniano alcuni incendi che hanno distrutto negozi gestiti appunto da cinesi, l’ultimo dei quali in viale della Stazione qualche notte fa. Certamente doloso. Certamente opera di malavita organizzata.

Il rogo in viale Stazione. Gli stracci imbevuti di carburante trovati nei locali devastati dalle fiamme hanno subito indirizzato le indagini della squadra mobile. Gli uomini di Antonio Dulvi Corcione hanno inviato le micce artigianali alla scientifica e aspettano di capire quali saranno gli esiti degli esami. Anche se difficilmente potranno dire più di quello che ha appurato chi ha spento le fiamme, in laboratorio cercheranno qualche traccia che possa aiutare a identificare chi li ha maneggiati. Sono stati utilizzati come terminale di una sorta di bottiglia incendiaria. Oppure sono stati gettati accesi all’interno del negozio dopo che era stato inondato il pavimento con del combustibile. In ogni modo sono stati toccati da qualcuno e se sono rimaste delle impronte gli esperti dovrebbero riuscire a isolarle. Mentre la scientifica e al lavoro, Corcione e i suoi stanno acquisendo le immagini riprese dalle telecamere in cerca di un video che possa incastrare i colpevoli.

Mafia cinese. La fondazione Caponnetto nei giorni scorsi ha pubblicato un report che parla proprio di mafia cinese, spiegando come la Toscana sia diventata terra fertile per questo tipo di organizzazione criminale. Perlopiù concentrata in realtà come Firenze e Prato, ma con ramificazioni anche in altre province. Gli ultimi episodi avvenuti a Massa e ad Avenza fanno capire che bisogna tenere gli occhi aperti. Detto dell’incendio di viale della Stazione, non si può trascurare quanto avvenuto ad Avenza qualche mese fa, quando ignoti bruciarono un negozio gestito da cinesi al Centro Tuscania nei pressi del ponte della stazione sul viale XX Settembre. Il secondo episodio sempre negli stessi locali a distanza di tredici mesi, dopo l’inaugurazione. Un’azione da mafia, che si può chiamare soltanto racket.

La prostituzione cinese. Il report della fondazione Caponnetto parla di alcuni segnali chiari che fanno capire come la malavita organizzata cinese operi su un territorio. Una cartina tornasole, oltre agli attentati incendiari nei negozi dei connazionali, è la presenza di prostituzione orientale. E a Massa e Carrara i centri massaggi ci sono e quando vengono chiusi riaprono da altre parti. A Massa, in via Ascoli, qualche anno fa la squadra mobile fece un blitz sorprendendo i clienti in atteggiamenti intimi con le ragazze. La polizia ha denunciato otto persone e e il negozio (di proprietà di una società italiana che si è detta all’oscuro di tutto) sequestrato, con buone possibilità che il provvedimento si trasformi in confisca. L’irruzione era stata frutto di una complessa indagine, coordinata dal sostituto procuratore Alessandra Conforti, durata almeno cinque mesi. Gli agenti avevano prima spiato i clienti che entravano e uscivano da quel centro, decisamente strano visto che aveva le vetrine coperte da adesivi pubblicitari. Anche l’orario di apertura (9-22) lasciava più di un dubbio negli inquirenti. Così erano state piazzate delle cimici e da quei microfoni erano state raccolte intercettazioni ambientali inequivocabili: si sentivano le ragazze proporre l’extra e più di un cliente che accetta vae che anzi chiedeva di andare nella vasca. Stessa sorte per un centro che si trovava in via Ghiacciaia a Carrara. In questo caso sono intervenuti i carabinieri, che hanno messo i sigilli alla struttura aperta da poche settimane. I titolari, di nazionalità cinese, avevano fra l’altro ampiamente pubblicizzato il centro, spiegando anche nelle inserzioni che si effettuano massaggi rilassanti con olio, massaggi plantari, massaggio thai-giapponese, il tutto anche con possibilità di vasca idromassaggio. Ora è in corso il processo.