Boom di visite agli Stretti di Giaredo

Una grande attrazione turistica ma anche un ambiente da tutelare: tante macchine e qualche gesto di inciviltà

PONTREMOLI. Nella valle del Gordana, dove il torrente sta per abbandonare il territorio di Zeri, gli stretti di Giaredo rappresentano uno degli angoli più suggestivi della Lunigiana. È qui che la natura infatti offre scorci di rara bellezza, con l'acqua che scorre con un tragitto tortuoso, stretta fra alte pareti di roccia colorata, dai profili tormentati. Una pietra grigia e rosa introduce in un percorso in cui la roccia, l'acqua, la luce, la natura creano un insieme davvero unico e suggestivo, con pareti alte e in buona parte coperte dalla vegetazione. Un sito che sta vivendo, da un punto di vista turistico, un momento magico, infatti da qualche anno questo luogo, che è incluso nel Sic (Siti di Importanza Comunitaria) ovvero zone di alto valore ambientale individuate secondo i criteri della direttiva habitat dell'Unione Europea, sta attirando l'attenzione di tanti turisti e visitatori.

Nella sola estate 2015, ci evidenzia Francesco Bola, presidente di "Farfalle in Cammino" l'associazione che organizza visite guidate al sito naturalistico: «Oltre un migliaio di persone hanno ammirato gli stretti con le nostre guide». Numeri straordinari a cui vanno aggiunte le tante persone che vi si sono recate in maniera autonoma: difficile certificare il movimento complessivo, visto che non c'è un controllo dell'ingresso. Numeri sorprendenti, che si stanno confermando anche in questo primo scorcio d'estate 2016, dimostrando le grande potenzialità turistiche dell'area (in comproprietà tra il comune di Zeri e quello di Pontremoli) e che potrebbero, quindi, rappresentare un volano per l'economia locale.

Ma Bola, oltre agli aspetti positivi, evidenzia anche alcune potenziali criticità, e sottolinea come, soprattutto a due di queste, vadano date risposte celeri. Entrambe le tematiche sono legate all'aumento del numero dei visitatori e quindi, da un lato, la necessità di dare risposte all'aumento di numero di automobili che necessitano di parcheggio e dall'altro, in mezzo a tante persone, è più probabile che spunti fuori "l'incivile" di turno (è capitato nella scorsa stagione e purtroppo è già avvenuto anche nell'anno in corso) che getta il mozzicone di sigaretta nell'acqua o lascia i resti del pranzo senza alcun rispetto per la bellezza del luogo. Un aspetto quest'ultimo, che fa emergere anche un'ulteriore riflessione, ovvero che stiamo parlando di un ecosistema naturale importante e il passaggio ingente di persone possa modificare questo equilibrio. Per questo c'è bisogno di far sì che i visitatori siano quanto più possibile "preparati" alla visita degli Stretti. Per questo Le farfalle in Cammino hanno presentato un elenco di semplici (qualcuno potrebbe considerarle "banali" ma purtroppo numerose guide delle Farfalle hanno riscontrato che così banali non sono) regole per la salvaguardia degli Stretti (in sei punti) e propria (in dieci punti). Regole che elenchiamo qui a lato