Festival dell’Andare, il successo è donna

Per le cinque imprenditrici che l’organizzano la parola d’ordine è «collaborare». E funziona

CARRARA. Una formula nuova e vincente. Trasformare le location da sogno della costa apuana in luoghi dell'arte e della cultura ha acceso la curiosità della gente. I primi appuntamenti del Festival dell'Andare hanno riscosso successo di pubblico e di critica. Merito, indubbiamente, del programma proposto ma altrettanto indubbiamente del carisma e della capacità del gruppo tutto al femminile che ha lavorato per la buona realizzazione della kermesse. Sotto la guida e da un'idea di Francesco Menconi, cinque imprenditrici, cinque donne imprenditrici, hanno aperto le porte dei loro hotel e stabilimenti balneari per le sei serate d’eccezione. Loro sono Sabrina Giannetti, Fiorenza Puccetti, Sara Giannelli, Paola Donati e Laura Natali.

Il festival in questa sua seconda edizione ha confermato il successo della prima, se non di più. E uno dei meriti che va riconosciuto al Festival di aver inaugurato un nuovo modo di «fare impresa» e di aver dimostrato che questo nuovo metodo funziona.

La chiave di volta di questa buona riuscita è la collaborazione, la capacità di queste cinque imprenditrici del territorio di fare squadra. «Ci conoscevamo da tempo, e da tempo abbiamo capito di avere delle affinità nel nostro modo di concepire il lavoro, questa manifestazione ne è la riprova» - lo sostiene Sabrina Giannetti dell'hotel Eden, appunto una delle «fantastiche 5». «Abbiamo capito che giocare insieme - continua Sabrina - è molto più proficuo che farsi concorrenza. Dopotutto lo scopo è lo stesso: offrire occasioni di gradimento alla cittadinanza in un mese non ricco di eventi come quelli successivi. Quello che ci fa lavorare in sinergia è la comune volontà di voler seminare positivo».

Quindi, possiamo dire che il vero merito di questa iniziativa è la squadra che l'organizza? «Sicuramente - risponde la titolare dell’hotel Eden -Il merito è di Francesco Menconi, ma soprattutto della sensibilità di tutti noi verso la cultura, la comune consapevolezza che per il turismo della costa la cultura può essere un arricchimento».

Crede esistano differenze tra il modo di fare business di un uomo rispetto alle capacità di gestione di una donna? «No, nell'imprenditoria valgono le idee, non è una questione di cromosomi. Io, personalmente mi sono formata nell'azienda di famiglia, poi ho intrapreso questa nuova sfida nella continuità con il mio passato e devo essere sincera, mai mi sono sentita discriminata perché sono una donna».

Le doti gestionali, insomma, non sono figlie né di Adamo né di Eva, «spesso, tuttavia, mi capita di dovermi rapportare con professionisti uomini nel mio lavoro di tutti i giorni e mi sono accorta che tendenzialmente pensano che le donne non si aggiornino o non siano informate sui fatti».

Lo sostiene Fiorenza Puccetti dell'hotel Nedy e del bagno Nettuno, bagno Nettuno dove, tra l'altro, si è tenuta la serata d'apertura del Festival in compagnia delle ragazze di Donnavventura. Anche Fiorenza sottolinea come la collaborazione sia fondamentale per rilanciare il turismo e la cultura: «Dobbiamo essere consapevoli - spiega - che un’azienda sola nel mercato di oggi non va da nessuna parte, per essere incisivi sul territorio occorre fare squadra, ogni azienda è inserita in un territorio e non sarebbe possibile pensare una programmazione non tenendo conto del contesto fuori».

«Sono di Carrara - racconta ancora Fiorella - vengo dal settore degli stabilimenti e quando nel 2006 ho preso in mano la gestione dell’hotel Nedy per me era tutto nuovo, dalla relazione con gli chef, a quella con l'organigramma di un grande albergo. Mi sono fatta le ossa sul campo. Cercavo di assimilare il più possibile da chiunque avesse più esperienza di me nella gestione alberghiera anche dai dipendenti, li ascoltavo e mi aggiornavo, andavo ai seminari e frequentavo corsi universitari. Per me è stata una sfida».

Quale caratteristica del suo essere donna l'ha aiutata maggiormente in questa sfida? «Sicuramente la determinazione, che è tipica femminile. Sono una donna fisicamente forte, non mi spaventa dormire poco, mangiare altrettanto poco, non mi spaventa spendermi per il lavoro».

Mentre, quale strategia ha adottato o quale atteggiamento ha assunto per scoraggiare lo stereotipo della donna poco aggiornata? «Mi sono imposta, mi sono aggiornata, e poi ho obbligato gli altri ad ascoltarmi».