Una coop sociale che dà lavoro

“Opera” dell’Annunziata onlus: opportunità di riscatto sociale con l’agricoltura

MARINA DI CARRARA. Un progetto di solidarietà, di volontariato, andando oltre l'assistenzialismo. Un'opportunità, tramite un lavoro, di riscatto sociale, di integrazione e di servizio alla comunità.

Sono questi alcuni degli intenti della Cooperativa Opera dell'Annunziata Onlus, cooperativa sociale di tipo B, costituita nel novembre dell'anno scorso, ma effettivamente operativa solamente da fine 2015, su tutta la provincia.

E come si legge dall'opuscolo della cooperativa, quest'ultima «è retta e disciplinata secondo il principio della mutualità e della solidarietà, senza fini di speculazione privata».

L'idea nasce da un gruppo di persone che svolgono attività di volontariato all'interno del Centro Sociale Caritas dell'Annunziata Onlus di Don Cesare Benedetti della parrocchia di via Bassagrande, a Marina di Carrara.

Dall'idea, quindi, coltivata e messa a punto con vari incontri per qualche mese, alla costituzione.

E attualmente all'interno della cooperativa lavorano 14 persone, 7 soci lavoratori (a contratto indeterminato) e 7 soci volontari, «sia persone in condizione di svantaggio come chi, ad esempio, ha avuto problemi con alcool e droghe, sia persone disoccupate da qualche tempo, anche per via della crisi economica degli ultimi anni», precisa Matteo, uno dei soci lavoratori.

Un reinserimento lavorativo e sociale attraverso il lavoro: dalla manutenzione del verde pubblico, come parchi, giardini, spazi scolastici e aree degli edifici pubblici, al lavaggio di percorsi pedonali e alla pulizia di sentieri e aree di sosta con attività quali raccolta di rifiuti, pulizia arredi e svuotamento cestini.

Questi alcuni dei servizi, ma anche opere di forestazione e controllo del verde indesiderato; servizi edili, di muratura e tinteggiatura, di facchinaggio, di portineria e pulizia cantine (trasporto compreso).

«Lavoriamo principalmente coi privati – sottolinea Matteo – e per adesso ci stiamo facendo conoscere solo tramite passaparola».

E non è solo questo. «In futuro - continua Matteo - valuteremo se creare anche una pagina Facebook».

«L'obiettivo – spiega il socio lavoratore – è quello di dare, attraverso un impiego, un modo per riscattarsi alle persone, dando loro l'opportunità di mettersi in gioco. Vogliamo andare oltre l'assistenzialismo».

«E quest'esperienza – prosegue – è efficace per il recupero di tutte le persone coinvolte, lo stiamo vedendo con i nostri occhi. Perché ritornare a lavorare dà stimoli e dà dignità».

E poi conclude con uno sguardo al futuro: «L'idea, in un futuro prossimo, sarebbe quella di formare un'azienda agricola sul territorio. Dobbiamo però cercare lo spazio adatto facendo i conti con le nostre risorse».

Luca Barbieri

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