Apre libreria di Casa Pound, città blindata

Grande spiegamento di forze dell’ordine per l’inaugurazione. La rabbia dei commercianti: «Sempre di sabato»

MASSA. «È tutto il giorno che sto spolverando». Andrea Jacques, l’edicolante di Largo Matteotti gira per il suo negozio vuoto e ironizza: «Di clienti non ne sono entrati oggi, ma l’edicola è pulitissima». Fuori, una cinquantina di agenti sorvegliano la piazza. Le camionette della polizia e dei carabinieri circondano il centro storico. I bidoni sono rigorosamente chiusi. Il carroattrezzi porta via tutti i motorini parcheggiati lì di fronte. La città è blindata, sembra stia per scoppiare una guerriglia. «Ormai ci siamo abituati - continua l’edicolante - ogni volta fanno manifestazione il sabato».

E invece è in corso l’inaugurazione di una libreria: la libreria «non conforme», come l’hanno chiamata i responsabili, Altaforte, la cui anima è Casa Pound Italia. Lo stesso nome, Altaforte, è ispirato a una poesia di Ezra Pound. Dentro, in sostanza, non si vendono libri di Mondadori o Feltrinelli, ma editi da case editrici «alternative, non commerciali - fa sapere Andrea Massetani, di Casa Pound - Sì, prevalentemente intorno all’area della destra sociale, ma non solo». Dentro alla libreria, un piccolo spazio, tra la ferramenta e il negozio della Vodafone, campeggiano sulla parete le locandine di Ezra Pound e le sciarpe della Legione Cybea. C’è un bar («stile Mondadori», dice Massetani) e una libreria con tutti gli autori cosiddetti «non conformi».

Alle 19 c’è l’inaugurazione. Un evento annunciato su Facebook, ma sottotono. Ad aspettare fuori una quarantina di militanti di estrema destra provenienti da un po’ tutta Toscana.

Ma la città è blindata da tutto il pomeriggio. La paura (delle forze dell’ordine) è che si verifichino scontri con i militanti di sinistra, come negli anni passati. Ma non c’è stata nessuna manifestazione di protesta. Solo qualche polemica di chi passava lì per caso. «È una vergogna che abbiamo permesso l’apertura di una libreria fascista davanti al monumento dedicato ai partigiani e al manifesto dell’Anpi», critica Riccardo Bellè, coordinatore comunale di Rifondazione comunista. «Ma questa non è una provocazione - risponde a Il Tirreno, Massetani - Noi rispettiamo i caduti, anche quelli per mano fascista, come a Sant’Anna di Stazzema. Quelli sono anche i nostri morti. Crediamo solo in un tipo di cultura e la vogliamo portare avanti». L’inaugurazione inizia e finisce, però, tra la rabbia dei commercianti che si sono ritrovati, per l’ennesima volta, la città blindata nel giorno dello shopping. «Io oggi non ho lavorato niente - incalza Jacques - È un sabato pomeriggio e sto spolverando. Non entro nel merito della politica, ma devono mettersi in testa che iniziative di questo genere non le possono fare il sabato. Qualcuno pensi a noi, ai commercianti, che già siamo penalizzati in questo periodo».