Muore schiacciato da una lastra di marmo. Aveva 61 anni, era un lavoratore interinale

La polizia sul posto e nel riquadro la vittima (foto Cuffaro)

A perdere la vita un operaio di Carrara in un laboratorio della zona industriale di Massa

MASSA. Ancora sangue nel mondo nel marmo. Nelle prime ore della mattinata di lunedì alla ripresa del lavoro un uomo del 1955 ha perso la vita dopo un grave infortunio in un laboratorio di marmi di Massa. A dare l'allarme sono stati i compagni di lavoro. I soccorsi sono arrivati in tempi strettissimi, l'uomo è arrivato in fin di vita al pronto soccorso ed è morto poco dopo.

La vittima si chiamava Carlo Morelli, aveva 61 anni, abitava a Marina di Carrara. Era dipendente della cooperativa Co.Se.Luc, una segheria di marmo nella zona industriale di Massa di proprietà di Giuseppe Corsi, anche presidente della cooperativa. Secondo una prima ricostruzione Morelli stava caricando con altri compagni di lavoro un carrello di lastre di marmo nel laboratorio, quando, per cause ancora non accertate, è stato travolto da una parte del carico ed è morto schiacciato.

Morelli avrebbe dovuto firmare un contratto a tempo indeterminato a breve e smettere di essere un lavoratore precario. Era un lavoratore interinale e ai compagni nei giorni scorsi aveva detto "finalmente farò le ferie questa estate".  Morelli lavorava nel settore da oltre 30 anni: l'ultimo impiego alla Ronco Marmi srl di Carrara, che chiuse nel 2012, lasciandolo senza lavoro. Viveva con la moglie e a carico aveva anche la figlia, di 35 anni e il nipotino.

Sono passate appena due settimane da quando, il 18 aprile scorso, Massa e Carrara si sono unite nel lutto per dare l'addio ai due cavatori morti, Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli, nella cava Antonioli a Colonnata.

LE REAZIONI DEL MONDO SINDACALE

"Distrutti dal dolore, impotenti e ormai privati di qualsiasi speranza": commenta Paolo Gozzani segretario provinciale della Cgil di Massa Carrara. "Ci sono diversi ordini di problemi: il primo riguarda la sicurezza, anche se non possiamo essere certi della dinamica dell'incidente; si sono staccate delle lastre di marmo che avrebbero dovuto essere legate con una cinghia. Forse la cinghia si è rotta o forse erano state legate troppo lente, io spero che Morelli non fosse solo nelle manovre di movimentazione del carrello che trasporta le lastre, lo accerterà la magistratura". "C'è per anche un problema di competenze - continua Gozzani - Può un lavoratore interinale avere certe mansioni? Noi crediamo che certi tipi di lavorazione debbano essere eseguite da operai assunti, esperti e garantiti: un lavoratore interinale, con poche garanzie e la paura di essere sostituito, non dovrebbe avere certe responsabilità in un cantiere".

"Insistere sulla formazione e la cultura della sicurezza e rivedere le norme sui pensionamenti, perch dopo i 60 anni certi lavori forse sarebbe giusto non doverli fare." È la prima reazione, insieme all'espressione di "grande dolore e vicinanza affettuosa alla famiglia", di Giacomo Bondielli, coordinatore del settore lapideo per la Filca-Cisl Toscana al nuovo incidente mortale sul lavoro avvenuto stamani a Massa. "Siamo affranti - dice Bondielli - ancora un morto a appena 15 giorni dalla duplice tragedia di Colonnata. Dalla dinamica di quanto  accaduto stamani, per come è stato possibile ricostruirla finora, emergerebbe che qualcosa non è stato fatto secondo i canoni della sicurezza. Purtroppo talvolta a tradire i lavoratori è la confidenza con una lavorazione che si conosce. E quindi dobbiamo insistere ancor più sulla formazione e la cultura della sicurezza, che sono basilari in settore come questo, molto pericoloso. Le procedure da rispettare salvano vite." "E poi - aggiunge il sindacalista Filca - forse dovrebbero essere davvero riviste le norme per la pensione. La vittima aveva 61 anni e, a quanto abbiamo saputo, già molti anni di contributi. E lavori così, oltre i 60 anni sono doppiamente pericolosi." "Infine, e anche qui ci ripetiamo, bisogna dissolvere la cappa di omertà che permea il settore lapideo. Spesso anche noi sindacalisti non riusciamo a farci raccontare com'è andata o come avvengono certe lavorazioni. Se vogliamo uscire da questa situazione ci vuole pi trasparenza".

"Esprimiamo profondo dolore e cordoglio, siamo vicini alla famiglia. È evidente che nella zona del marmo c'è una situazione straordinaria da affrontare: tutte queste morti non sono fatalità. Per questo facciamo nuovamente appello a tutti i soggetti interessati - dagli imprenditori alla istituzioni - a mettere in campo tutto il possibile per combattere la piaga degli incidenti sul lavoro. Non si lasci nulla di intentato". Lo afferma Dalida Angelini, segretaria generale di Cgil Toscana.

Massa, muore schiacciato da una lastra di marmo

Giulia Bartoli, Segretaria Generale Fillea CGIL Toscana, afferma: "Non è il momento delle parole ma dei fatti. Il tema sicurezza non è rivolto solo al lavoro nell'estrazione, anche se qui l'incidenza è indubbiamente più alta così come il rischio. Il tema riguarda l'intero comparto, è una questione non circoscritta ma estesa. Il 28 aprile abbiamo richiesto un incontro alla Regione presentando le nostre proposte, stiamo ancora aspettando la convocazione come categorie regionali e invitiamo il presidente della Regione Enrico Rossi a procedere il pi celermente possibile".

"A pochi giorni dalla tragedia che ha visto la morte di due cavatori a Carrara, stamani nelle prime ore della giornata lavorativa un operaio  rimato schiacciato mentre caricava una lastra di marmo. Dal mese di agosto ad oggi sono 6 le vittime nel comparto del marmo a Carrara. C'è evidentemente da intervenire nella organizzazione del lavoro, intensificare i controlli dei servizi ispettivi, incrementare la formazione e la prevenzione, modulare il sistema sanzionatorio in base alla gravit delle inadempienze fino alla revoca della concessione". Sono queste le parole del segretario della Feneal Uil della Toscana, Ernesto D'Anna, che ha espresso, a nome di tutto il sindacato, "cordoglio ai familiari della vittima".  "L'incidente mortale di stamani - continua D'Anna - mette in evidenza tutti i limiti della Riforma Fornero. Ancora una volta un lavoratore ultra 60enne perde la vita. Non  possibile in un Paese civile prevedere il requisito pensionistico otre i 62 anni a prescindere dal lavoro svolto. Bisogna che la flessibilit in uscita consideri non solo l'et anagrafica e contributiva ma anche la gravit e pericolosit della mansione svolta". 

"È una guerra - dice con rabbia Francesco Fulignani, segretario della Feneal di Carrara - Non ci sono pi parole per descrivere la situazione che viviamo qui a Carrara. Abbiamo gi avuto incontri con il presidente Rossi, il quale ha preso impegni per quanto riguarda il lavoro in montagna. Ed ecco che oggi arriva un'altra notizia che invece riguarda la lavorazione a valle. È insensibile andare avanti così, serve davvero l'impegno massimo di tutti per arginare questo stillicidio".

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GLI ULTIMI PRECEDENTI

Al netto di questa ennesima tragedia, negli ultimi dieci anni nelle cave di Carrara ci sono stati 11 morti. 1.258 gli infortuni dal 2005 ad oggi. Considerato che le giornate lavorative sono circa 250 l'anno, il conto è di un infortunio ogni due giorni.