Massa, il salasso Gaia: bollette da mille euro

Decine di cittadini dal sindaco: impossibile pagare entro il 2 maggio, noi versiamo solo la cifra per il consumo effettivo

MASSA. A conferma che la loro è una battaglia fondata su presupposti concreti, si sono muniti di prove. E quelle prove si chiamano “bollette”. Hanno raccolto tutti i documenti, raggiunto via Porta Fabbrica, salito le scale di Palazzo civico fino al terzo piano, raggiunto l’ufficio del primo cittadino. Perché i soldi per pagare le fatture di Gaia - ribadiscono all’unisono - non ce li hanno. Del resto quelle fatture sono davvero salate: c’è chi deve sborsare oltre 400 euro, chi sfiora o supera i 600, chi ha raggiunto il “traguardo” dei mille euro tondi tondi. E non c’è tempo da perdere: la data di scadenza è fissata per il 2 maggio. Un paio di settimane per mettere da parte un bel gruzzolo. Un’impresa per famiglie con pensioni minime, figli senza lavoro, padri che il lavoro lo avevano, ma l’hanno perso. Così ecco decine di utenti aderire alla protesta firmata “Comitato No Gaia”, capofila il consigliere forzista Stefano Benedetti. Fotocopiano le loro fatture, le inseriscono in una grande urna e sperano che siano tutte quante oggetto di analisi del primo cittadino e di “trattativa” con Gaia.

Francesca Bertuccelli ha preso un giorno di permesso al lavoro per farsi sentire e sventolare la sua bolletta davanti agli occhi del sindaco Volpi: entro il 2 di maggio deve sfilarsi dal portafoglio la bellezza di 997 euro. E a sentirsi dire che una cifra del genere potrebbe essere giustificata da una perdita, va su tutte le furie: «Figuriamoci, ho fatto persino fare una verifica ad un idraulico, non c’è una goccia fuori dalle tubature. Oltretutto - aggiunge - siamo solo due persone, neanche se vivessimo sotto la doccia, si giustificherebbero cifre simili».

Cinzia Giusti e sua sorella vivono con la madre invalida: è la pensione dell’anziana l’unica entrata. Gaia ha recapitato una fattura da 862 euro: «È l’importo della pensione di mia madre - Cinzia va al sodo - è impossibile pensare che possiamo sostenere un esborso simile».

Storie di disoccupazione, di lavoro perso, di famiglie costrette a contare anche gli spiccioli. E la speranza che il sindaco possa dare una mano, almeno tracciare una via. Gli utenti contestano le somme fatturate e non corrispondenti al consumo reale, le fatidiche partite pregresse (cifre dovute a Gaia per precedenti investimenti), il deposito cauzionale. Chi, infatti, non ha l’addebito in banca, ma paga con bollettino, deve versare una sorta di cauzione il cui importo è definito in base al consumo medio dell’utente. E non si tratta di spiccioli. Soldi che si sommano a soldi, senza dimenticare che molti cittadini sono pure alle prese con i conguagli. L’effetto è la superbolletta. Come quella di Daniela Falese: vive con la madre. Una sola pensione e 600 euro di fattura: «Questa bolletta segue a precedenti bollette da importi intorno ai 200 euro. È un situazione insostenibile».

Lo è anche per Simonetta Ricci: madre di famiglia, due figli, un solo stipendio e il salasso dell’acqua. «Ci è stata recapitata una bolletta da 359 euro, abbiamo chiesto la rateizzazione, ma lo abbiamo fatto dopo la data di scadenza per cui non c’è stata concessa. Adesso un’altra fattura, con scadenza 2 maggio, da 404 euro. Per una famiglia con un solo stipendio sono cifre impensabili».

Tanto che il “Comitato No Gaia”, coadiuvato dall’avvocato Marco Guidi, sta definendo una protesta comune: l’utente - questa la proposta - paga solo la cifra corrispondente al consumo reale e ai servizi di fognatura e depurazione. Protesta forte per dire no al salasso e invitare il primo cittadino ad alzare la voce in assemblea, a tutela degli utenti.