A Trafalgar Square rinasce l’arco di Palmira

La robotica della carrarese Tor Art di Tincolini e Massari è il valore aggiunto dell’imponente opera

CARRARA. «È un’emozione grandissima»: parola di Giacomo massari, insieme a Filippo Tincolini titolare della Tor Art, l’azienda che ha ricostruito l’arco di Palmira. L'arco monumentale di Palmira, distrutto dai terroristi dell'Isis, è stato ricostruito a Londra grazie alla tecnologia 3D e piazzato ieri, per tre giorni, in Trafalgar Square, nel cuore della capitale britannica e di fronte alla National Gallery, prestigioso museo d'arte. Costruito in marmo egiziano dall'Institute of Digital Archaeology, l'arco, che è due terzi in grandezza di quello originale distrutto nel 2015 dalla furia degli estremisti, sarà successivamente esposto in altre città d'Europa e del mondo, fra le quali New York e Dubai.

Obiettivo degli archeologi è poi portarlo a Palmira, in Siria, non appena la situazione sarà tornata alla normalità, in modo da poterlo piazzare vicino ai resti dell'originale.

Il responsabile dei beni archeologici in Siria, Maamoun Abdulkarim, ha detto: «Questo è un messaggio che vuole creare consapevolezza nel mondo. Noi tutti abbiamo un'eredità comune. La nostra eredità è universale, non si tratta solo delle gente siriana».

Palmira è stata riconquistata alla fine di marzo di quest'anno, dopo essere stata nelle mani dei terroristi per oltre dieci mesi. Il costo totale dell'opera ha superato le 100mila sterline, circa 130mila euro al cambio attuale. L'arco monumentale è rinato grazie al Made in Italy. È stata infatti l'azienda carrarese Tor Art con l'ausilio della stampante 3-D italiana D-Shape, a riprodurre l'arco del Tempio di Bel, eretto sotto l'imperatore Settimio Severo. Ricostruito in marmo egiziano su un progetto dell'Institute of Digital Archaeology di Oxford, l'arco, che è due terzi in grandezza di quello originale distrutto nel 2015 dalla furia degli estremisti.

Obiettivo degli archeologi è di portarlo a Palmira, in Siria, non appena la situazione sarà tornata alla normalità, in modo da poterlo piazzare vicino ai resti dell'originale. Nel progetto sono coinvolti il Museo del Futuro di Dubai, il governo degli Emirati Arabi e l'Unesco.

I titolari della Tor Art erano presenti a Londra per la suggestiva cerimonia di inauguraizone che ha visto un po’ di made in Carrara protagonista a Trafalgar Square.

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