Ecco a voi il Monoblocco: «Il polmone della chirurgia»

Nel vecchio ospedale di Carrara non sono previsti ricoveri, ma si fanno circa 5.000 operazioni ogni anno

MASSA. Franco Passani è l’uomo che guida il dipartimento chirurgico. Funzione tecnico burocratica a cui affianca quella, più “medica”, di direttore dell’unità operativa di oculistica. Per dirla con parole semplici: è il primario dell’oculistica. E quando il nuovo ospedale ha aperto le porte, lui e il suo staff, il trasloco lo hanno fatto a metà. L’oculistica, infatti, conserva la sua casa in quel di Carrara: oggi è alla palazzina H, presto si sposterà più in basso, al Monoblocco, piano secondo.

Il Monoblocco, appunto, quello che lo stesso Passani definisce «un polmone per il nuovo ospedale». Polmone perché ancora regge un carico importante di lavoro chirurgico, dermatologico e oculistico in primis, alleggerendo così le 12 sale operatorie del Nuovo ospedale di viale Mattei.

«Oggi l’ospedale di Carrara è un centro multispecialistico diurno e averlo è una fortuna per la sanità apuana - esordisce Passani - Fu la politica a decidere che sopravvivesse all’apertura del nuovo ospedale, ma devo dire che la decisione si è rivelata ottima anche sul piano più propriamente tecnico-medico perché la struttura ospedaliera carrarese ha ridotto l’impatto del passaggio all’ospedale unico, si è rivelata - ecco la parola clou - un polmone che contribuisce all’efficienza dell’ospedale della Apuane».

Poi il dottor Passani spiega come si concretizza, in numeri, il contributo del Monoblocco. A Carrara, infatti, - e qui sta il nocciolo della questione - vengono eseguiti gli interventi di oculistica (la cui unità operativa ha sede oltre Foce) e quelli di dermatologia. E i numeri sono importanti: l’oculistica, con i suoi cinque chirurghi, fa una media di 4.200 interventi l’anno.

«Delle 4.200 operazioni - Franco Passani va nel dettaglio - soltanto il 10% viene eseguito al nuovo ospedale e si tratta di interventi a cui segue il ricovero. Carrara è, come dicevo, un centro diurno che non prevede la degenza. Ma il grosso della chirurgia oculistica, circa 3.800 operazioni, si svolge a Carrara, usufruendo di due sale operatorie “maggiori” e di una terza. Se il Monoblocco fosse stato abbandonato - Passani tira le fila - l’oculistica, con questi numeri, avrebbe monopolizzato le sale operatorie del nuovo ospedale. Non solo: a Carrara operano i colleghi dermatologi che eseguono circa 1.200 interventi ogni anno».

Insomma, circa 5.000 operazioni ogni anno a Carrara, alleggerendo il carico sul Noa. Una scelta politica che - chiarisce Passani - è funzionale alla nuova organizzazione sanitaria. Senza dimenticare che due sale oltre Foce sono destinate alla chirurgia ambulatoriale, dal dito a scatto - per esemplificare - ad alcune tipologie di emorroidi.

Un presidio sanitario su Carrara che contribuisce, quindi, all’efficienza dell’intera sanità apuana.

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