Chiese soldi non dovuti condannato un avvocato

CARRARA. Aveva chiesto ai suoi clienti delle somme che in realtà non gli erano dovute, cosa che tradotta nel codice penale si chiama “esercizio arbitrario delle proprie ragioni”. Reato che è costato...

CARRARA. Aveva chiesto ai suoi clienti delle somme che in realtà non gli erano dovute, cosa che tradotta nel codice penale si chiama “esercizio arbitrario delle proprie ragioni”. Reato che è costato all'avvocato Giuseppe Pintus la condanna in primo grado a un mese di reclusione, con la sospensione della pena. a stabilirlo è stato il giudice del tribunale di Massa Giovanni Sgambati dopo una breve camera di consiglio. Pintus invece è stato assolto dalle accuse di usurpazione di funzione pubblica e utilizzo di foglio in bianco. I suoi difensori, Enrico Marzaduri e Walter Mattarocci, che avevano chiesto il rito abbreviato, attenderanno le motivazioni della sentenza e poi la impugneranno. La richiesta del pubblico ministero era stata di un anno, quattro mesi e venti giorni. Ma il castello accusatorio udienza dopo udienza si è sgretolato quasi del tutto. Eccetto per un capo di imputazione.

La vicenda che ha portato l'avvocato Pintus a giudizio era complessa. Si trattava di una serie di atti legati all'affitto e poi al pignoramento di un bar in viale Zaccagna (un bar poi chiuso, dove ora è in funzione un'altra attività). Secondo l'accusa, il legale aveva cercato di farsi consegnare dalla Auto 2G e dalla Auto G, le due società che avevano dato in affitto il locale, quindicimila euro (richiesta poi scesa a 5.000) in cambio della riconsegna dell'immobile.

Per il pubblico ministero aveva inoltre “usurpato” il ruolo dell'ufficiale giudiziario quando, nell'ambito dell'esecuzione di un decreto ingiuntivo, si doveva procedere al pignoramento dei beni del locale. Ma l'accusa è caduta durante il dibattimento perché è stato accertato che il legale si era comportato correttamente.

Da questa controversia, le querele da parte dei titolari delle società (Auto 2 G è il concessionairo Ford) che ha portato al processo. La società si era anche costituita parte civile e si è fatta rappresentare dall'avvocato Matteo D'Amico.