Intona un canto anarchico alla festa delle Forze armate

Una donna interrompe la tradizionale cerimonia. Identificata e rilasciata subito «Interventi di stampo fascista, quella canzone mi è venuta dal cuore per la città»

CARRARA. La canzone anarchica e antimilitarista, “Gorizia tu sei maledetta” irrompe nella cerimonia della Giornata nazionale delle Forze Armate, in piazza d’Armi.

Una donna anarchica, Soledad Nicolazzi, ha interrotto la tradizionale festa del 4 novembre con un canto pacifista.

Mentre tutto intorno c'era silenzio, durante la lettura dei messaggi istituzionali e davanti a centinaia di persone e personalità politiche e militari, la donna ha iniziato a intonare alcune strofe del canto "O Gorizia tu sei maledetta", brano della tradizione anarchica e antimilitarista.

Polizia e carabinieri l'hanno dovuta allontanare per permettere il regolare svolgimento della manifestazione. Comunque nei suoi confronti non è stato preso alcun provvedimento. La donna è stata solo identificata.

Su facebook la notizia è immediatamente rimbalzata. Scrive Matteo sulla pagina di “Carrara non abbandonare la città”: «La mia amica Soledad ha cantato a squarciagola "Gorizia tu sei maledetta". È stata subito bloccata e aggredita da uno sciame di poliziotti. E identificata. Sono stato identificato anche io, perché ero vicino a lei e ho cantato qualche verso di quella canzone. Una brutta scena che cozzava con i bei discorsi del sindaco».

La canzone, "Gorizia tu sei maledetta", fu cantata per la prima volta da fanti che entrarono nella città dopo la battaglia di Gorizia tra il 9 e il 10 agosto 1916 che costo la vita a oltre 50 mila soldati italiani. Chi veniva sorpreso a cantarla rischiava la fucilazione.

«Sono andata a quella manifestazione per capire di cosa si trattasse - racconta la donna a Il Tirreno - visto che le scuole erano state invitate, inclusa quella di mio figlio. Quando ho sentito l’intervento delle autorità mi sono sentita di intervenire: era un discorso di stampo fascista, patriottico, che sembrava idolatrare quella guerra. E mi sono sentita di intervenire per questa città medaglia d’oro al valor militare per la resistenza che ha portato avanti»

«Quella canzone, mi è venuta da dentro, dal cuore - continua Soledad - È una canzone che parla del macello della guerra del 15-18, una canzone che parla di pace. E io volevo ricordare proprio la storia di questa canzone. Quando mi sono avvicinata al palco mi sono venuti addosso in sette per farmi smettere di cantare. E mi sembra una reazione sproporzionata».