Aule al freddo, sciopero degli studenti del Classico

Aulla, i ragazzi hanno protestato in municipio

AULLA. Studenti del liceo classico aullese in sciopero ieri mattina, martedì 3 novembre, . A provocare la sollevazione la mancanza del riscaldamento nelle classi del plesso scolastico in piazza Garibaldi, dove il liceo classico si trova sopra la biblioteca civica. Ragion per cui, visto che i riscaldamenti dovevano essere accesi ieri mattina, decine di ragazzi si sono recati in municipio per manifestare il loro disappunto al sindaco di Aulla, Silvia Magnani.

«Le classi sono rimaste al freddo a causa di un problema alla caldaia, a cui mancava un pezzo guastatosi, una scheda». Questo quello che ha detto ai ragazzi il primo cittadino aullese, la quale proponeva loro di fare lezione nella sala consiliare del municipio, ma i ragazzi rifiutavano. Comunque, la scheda in questione dovrebbe arrivare nella mattinata di oggi.

«E' già la terza volta in pochi giorni che protestiamo – spiegano due alunni, Sara Bruno e Alberto Saluzzo – e in municipio, dove i riscaldamenti ce li hanno funzionanti, visto che sapevano del problema alla caldaia, potevano organizzarsi prima, evitandoci di stare al freddo».

Nell'occasione gli studenti hanno consegnato a Silvia Magnani una lettera con alcune richieste, a partire dalla modifica del calendario di accensione/spegnimento del riscaldamento nelle scuole e negli uffici pubblici.

Nella lettera gli alunni del liceo classico “Giacomo Leopardi” fanno notare quanto segue: «Da qualche anno, durante il mese di ottobre, in particolare nei giorni che precedono la festività di Ognissanti, ci troviamo, ciclicamente, in condizioni di disagio per le modalità in cui siamo costretti a svolgere le lezioni. A causa dell’inclemenza del tempo atmosferico e della persistente umidità, sia alunni che insegnanti soggiornano con difficoltà in ambienti che registrano temperature inferiori a 16 gradi centigradi, mentre la legge prevede che esse raggiungano almeno i 20. La mattina del 27 siamo venuti da Lei e Le abbiamo, cortesemente, chiesto di anticipare di qualche giorno l'accensione dei termosifoni. La nostra richiesta non ha avuto un riscontro positivo, perché Lei stessa ci ha informati, stante la legislazione vigente, che non era possibile provvedere in merito. Dal nostro punto di vista riteniamo che la normativa imponga periodi di accensione dei riscaldamenti non coerenti con l’andamento climatico del territorio lunigianese. La legge prevede che l‘accensione avvenga il 1° novembre e lo spegnimento il 15 aprile. Negli ultimi anni abbiamo constatato che nell’ultima settimana di accensione, ad aprile, i termosifoni risultano di poca utilità e, addirittura, nelle aule vengono aperte le finestre perché si raggiungono temperature insopportabili. Per questo motivo proponiamo a Lei, perché se ne faccia carico nelle sedi opportune, di provvedere a una modifica della calendarizzazione del periodo di funzionamento dei riscaldamenti, in modo da anticipare l’accensione di una settimana nel mese di ottobre, spegnendo il riscaldamento una settimana prima nel mese di aprile. In questo modo le spese di gestione rimarrebbero inalterate, ma la vita nelle aule sarebbe assai meno grama. Inoltre, si eviterebbero degli sprechi che ci paiono, sinceramente, offensivi verso il concetto di buona Amministrazione». Insomma, una protesta determinata quella degli studenti del classico.

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