Scontro interno, Gaia silura Luca Ragoni

Al dirigente (e presidente del consiglio comunale di Carrara) sarebbe contestato uno scarso rendimento sul lavoro

CARRARA. Solo su due punti, Luca Ragoni e Gaia spa si trovano d’accordo: presto il presidente del consiglio comunale lascerà l’azienda dell’acqua, con le buone o con le cattive; i rapporti fra il dirigente e la società sono difficili da tempo. Per il resto, sembra un mistero la rottura dei rapporti fra dipendente e datore di lavoro.

Ma forse il mistero è solo apparente. L’azienda conferma la delibera di licenziamento (per scarso rendimento). Non l’ha pubblicata «perché non siamo obbligati e perché riguardando un provvedimento di una persona siamo tenuti al rispetto della riservatezza». Se poi la vicenda finirà davanti a un giudice, poi anche la privacy diventerà opzionale. In azienda, in realtà, lo è già. Da tempo è nota la situazione di scontro fra il direttore di Gaia, Paolo Peruzzi, e Luca Ragoni, esponente di spicco del Pd carrarese. Nulla di personale, tanto meno nulla che abbia a che fare con la politica. Solo questioni di lavoro.

Il direttore di Gaia non commenta. Ma gli atti del passato parlano per lui. Già aveva presentato al consiglio di amministrazione una relazione sul rendimento del dirigente. Già avrebbe formalizzato contestazioni. Secondo quanto trapela da Gaia sarebbe stato anche avviato un procedimento di contestazione. Ragoni sarebbe stato informato di non aver raggiunto gli obiettivi professionali prefissati.

A queste contestazioni, sarebbero seguite conseguenze evidenti: Ragoni sarebbe stato trasferito di settore. Sarebbe passato da dirigere il controllo di gestione e la contabilità a occuparsi degli “stakeholders”, i soci e i vari soggetti portatori diinteresse qualificato nella società. Questo incarico - stando agli addetti ai lavori - sarebbe sotto il diretto controllo del direttore di Gaia. Avrebbe consentito a Peruzzi di verificare in prima persona l’operato di Ragoni, di provare a stimolare il dirigente per migliorarne la produttività. In più, il controllo diretto sarebbe dovuto servire a evitare anche che Ragoni durante l’orario di ufficio si dedicasse alla propria attività privata: un locale sul mare a Marina di Carrara, il bar ristorante Le Palme, gestito insieme a due compagni di partito, Alessandro Bandoni (presidente della commissione pari opportunità in consiglio comunale) e Nicola Del Nero. Con i due colleghi, infatti, Ragoni è socio al 33,3% della Nalca investimenti srl.

Ma neppure il passaggio ad altro incarico, per la spa sarebbe bastato a migliorare il rendimento del professionista, in servizio a Gaia dal 2005. Tanto da portare la società al licenziamento. Che, però, Ragoni smentisce. «Nessun atto mi è stato notificato - dice - e io vado al lavoro regolarmente. Il mio avvocato non mi ha informato di nulla». Tuttavia Ragoni aggiunge che il suo legale starebbe trattando con gli avvocati di Gaia per trovare una pacifica soluzione per rescindere il contratto. «Una decisione presa - spiega - perché da molto tempo ci sono visioni molto diverse sull’impostazione del lavoro fra me e la direzione dell’azienda. Quello che ci divide è solo questo: una visione differente sui metodi di lavoro a livello di organizzazione». Se qualcuno dà una spiegazione diversa, secondo Ragoni mente.

In azienda, allora, sarebbero in molti a mentire. Quello su cui tutti direbbero il vero è che non ci sarebbe più compatibilità fra il dirigente e società. Gaia, però, insiste sul provvedimento di licenziamento «che può essere impugnato davanti a un giudice oppure accettato». O magari discusso per trovare un accordo. Che si può chiudere anche con le dimissioni del dipendente. Infatti, il licenziamento si può avviare, ma può essere anche interrotto. Nessuno al momento vuole spiegare come stia davvero la faccenda. Ragoni promette che parlerà «non appena avremo trovato l’accordo». Forse, a quel punto, dirà se davvero è stato difeso anche dal presidente Nicola Lattanzi che avrebbe censurato Peruzzi per le sue scelte. In azienda si dice che Lattanzi avrebbe perfino voluto aprire un provvedimento disciplinare nei confronti del direttore per aver contestato Ragoni. Ma anche su questo le bocche sono cucite.

La guida allo shopping del Gruppo Gedi