Stop alla Cassa integrazione rischiano 300 aziende

Allarme per l’esaurimento delle risorse per la Cig in deroga che riguarda oltre 600 lavoratori di piccole attività Cna: tenuta sociale in pericolo

MASSA. Bar e ristoranti che non possono più mantenere il barista o il cuoco; negozi di parrucchiera non più in grado di pagare a fine mese l’addetta alla messa in piega, ma anche studi professionali – non esclusi gli studi di notai – che a causa della riduzione della clientela e del loro giro di affari, sono costretti a anch’essi a tirare la cinghia in un avvitamento della crisi che rischia di non trovare più una via d’uscita. Finora queste decine, centinaia di piccole aziende dei servizio e del commercio hanno trovato nella cassa integrazione in deroga il sostegno che ha evitato il licenziamento dei dipendenti e – in molti casi – la chiusura della attività stessa. Ma adesso scatta, anche su questo fronte, l’allarme rosso del prosciugamento dei fondi a disposizione della Regione Toscana per pagare la Cigs in deroga. Che potrebbe avere effetti pesantissimi. Lo stop all’erogazione di questo tipo di ammortizzatore potrebbe significare, secondo stime della Cna, la fine di circa 300 aziende con 600 dipendenti. «Sarebbe una sciagura per la piccola impresa del nostro territorio già duramente provata dalla crisi», commenta il presidente provinciale dell’associazione artigiana Dino Sodini. E preoccupazione arriva anche dalla Cgil: «La situazione è davvero pesante, senza il sostegno della Cigs non solo si priverebbero centinaia di lavoratori di una siappure ridotta fonte di reddito, ma provocherebbe un ulteriore riduzione dei consumi e un ulteriore avvitamento della crisi».

«Gli ammortizzatori hanno tenuto in vita, ed è brutto dirlo ed ammetterlo, un pezzo importante del nostro già fragilissimo tessuto economico. Rischiamo grosso, la tenuta sociale rischia grosso», dice ancora Dino Sodini.