MONTIGNOSO. Il sindaco Narciso Buffoni lo aveva annunciato e promesso: "Riaprirò la strada per permettere ai miei cittadini di tornare ad una pseudo normalità". E così è stato. Era Pasqua quando il sindaco palesò l'idea, ma i piani dovettero cambiare, causa maltempo e l'aggravarsi di una situazione franosa a Corsanico, che stava mettendo a rischio anche gli stessi operai, impegnati nei lavori di pulitura. Con il sole e la montagna che ha smesso momentaneamente di muoversi, Buffoni ha mantenuto la sua promessa e, con ordinanza personale, in disaccordo rispetto a quella della Provincia che ancora nega la possibilità di riaprire la strada, la Provinciale 1 torna ad essere percorribile, da ieri pomeriggio alle 18.
Si legge nero su bianco nell'ordinanza numero 49 che di fatto ha disposto la riapertura della strada per Corsanico dalle ore 18 di lunedì 15 aprile, con circolazione a senso unico alternato, eccetto per i veicoli aventi portata superiore a 3.50 tonnellate.
Si transita il mattino dalle 7 alle 8,30, il pomeriggio dalle 12 alle 13,30 e la sera dalle 18 alle 21. I mezzi, si legge sempre nell'ordinanza consultabile anche nell'albo pretorio sul sito del comune di Montignoso, potranno transitare uno per volta e sotto la sorveglianza del personale della Protezione Civile di Montignoso e del Comando di Polizia Municipale. Come detto, il provvedimento è stato emesso in considerazione del miglioramento delle condizioni meteorologiche e per l'oggettiva pericolosità del tracciato viario alternativo, via Lenzetti, da subito sconsigliata alla cittadinanza dallo stesso sindaco, per la pendenza e la strettezza della carreggiata. Le domande, però, adesso sono tante: c'è ancora pericolo? Che accadrà quando pioverà di nuovo? Chi si prenderà la responsabilità di quello che succederà da qui in avanti sulla provinciale 1? E quanto ci vorrà per sentirsi davvero al sicuro transitando su quella strada?
Un dato al momento è certo: Corsanico non è mai stata una frana normale e risolvibile con qualche lavoro di messa in sicurezza; lo dimostra il fronte frana che in pochi giorni è passato da 100 a 500 metri di profondità e lo dimostrano le infiltrazioni di acqua e il costo per mettere in sicurezza l'intero versante, unica soluzione plausibile per stare davvero tranquilli, che ammonta ad oggi a milioni di euro. Le frazioni montane di Montignoso, Cerreto, S. Eustachio, Serra, Bordonaschio e Pasquilio, sono state per circa un mese e mezzo parzialmente isolate, perché la provinciale 1 è l'unica vera via percorribile per arrivare a valle. L'alternativa, oltre a via Lenzetti, sconsigliata per la sua pericolosità, è via Tecchioni, la strada che passa da Massa e che arriva a Montignoso con un percorso tortuoso. Numerosi sono stati e saranno ancora i sopralluoghi dei tecnici della Regione, Genio Civile, e della Provincia, mentre i lavori di messa in sicurezza superficiale sono stati appaltati in somma urgenza dal comune di Montignoso. Nei prossimi giorni il sindaco Buffoni renderà note anche le iniziative di protesta che metterà in atto qualora il governo non dovesse accettare la proposta di calamità nazionale, presentata assieme ad altri sindaci "alluvionati" dei territori confinanti e in attesa di finanziamenti per le loro frane.
