Fipa Maiora taglia e lascia Massa

Presentato un piano da 35 esuberi, la produzione Ab Yacht va a Viareggio

 MASSA. La nautica non tira più, i lavoratori del comparto apuano - fino a ieri speranza del rilancio economico del territorio («l'unico settore non in crisi», si diceva) - accumulano mesi di cassa integrazione e, ora, prende forma uno scenario ancora peggiore.  Il gruppo Fipa-Maiora - considerato tra i primi 5-6 cantieri della nautica nel mondo - vara un piano di ritrutturazione che prevede 35 esuberi - su 150-160 dipendenti diretti - e sposta la produzione da Massa a Viareggio. I due Ab yacht in allestimento nei maxi capannoni nell'area ex Dalmine saranno completati nell'area del Polo nautico della Darsena viareggina. Il trasferimento degli scafi è previsto a giorni, mentre lo spostamento degli uffici amministrativi - riferiscono i sindacati - è già avvenuto.  In altre parole, il centro produttivo di Massa si svuota, cessa l'attività con la prospettiva di non riaprirsi a nuove a produzioni.  L'azienda guidata da Francesco Guidetti sta procedendo a un processo di accorpamento delle attività industriali e del patrimonio immobiliare. In questo piano è tuttavia previsto il mantenimento, a Massa, dell'area denominata "Lca" acquistata da Fipa nel 2008: una superficie di 12mila metri quadrati destinata ad accogliere i capannoni per la costruzione degli scafi in vetroresina. Uno spazio ritenuto strategico in vista del lancio di nuovi modelli. Insomma: si tratta forse di un arrivederci e non di un addio. Ma la scelta non sembra rassicurare operai, impiegati e sindacati del gruppo.  Il Piano messo a punto, infatti, prevede tagli occupazionali (i 35 esuberi, tutti tra gli impiegati) e il ricorso - spiega Lamberto Pocai, segretario della Fiom Versilia - agli ammortizzatori sociali: cassa intergazione ordinaria e straordinaria. Non solo, Fipa-Maiora sembra stia cercando un partner industriale liare, allo scopo di dare un assetto meno familiare alla nuova dimensione aziendale. Un'operazione non facile, dicono i sindacati, in questi tempi in cui grandi capitali che si lanciano in investimenti industriali se ne vedono ben pochi.  I destini dello stabilimento Fipa-Maiora potrebbero dunque intrecciarsi con le prospettive di insediamento in zona di un maxi store Ikea. Anche se in proposito il sindaco Roberto Pucci chiarisce che «il Comune non ha mai offerto aree per questo scopo e non può certo dare disposizioni su aree produttive di proprietà privata, come quelle occupate da Ab Yacht e Maiora, dove si svolgono attività importanti per il territorio che non si intende sostituire con insediamenti di altra natura».