Testarolo protagonista al Salone del gusto

Piace la produzione artigianale: e ora potrebbe aprire uno show-room a Pontremoli

TORINO. Lumachelli ha approntato anche dei testi molto speciali. Il fabbro di Pontremoli li ha prodotti in ghisa, ma con una formula particolare che dovrebbe passare anche il vaglio dell'Asl. A quel punto la preparazione del testarolo artigianale di Pontremoli sarebbe completata.

Intanto il testarolo rivalutato come presidio Slow Food sta ottenendo un discreto successo al Salone del gusto 2010 apertosi ieri mattina a Torino.
A mostrare la produzione e a organizzare piccoli assaggi sono saliti fino al Lingotto fiere i titolari di Ca' del Lupo.

Il presidio del testarolo di Pontremoli, ma quello artigianale, fu battezzato al Salone di due anni fa, quando salirono a Torino anche i vertici della Provincia.
Da allora strada ne è stata fatta, ma a piccoli passi. Così i produttori dei testaroli artigianali sono cresciuti, mentre sono almeno quattro i locali di Pontremoli che hanno abbandonato la produzione semiindustriale per puntare decisamente su un prodotto di qualità superiore. A partire dalle farine con le quali viene impastato.
Il testarolo presentato e proposto a Torino, per amore della verità va detto, non ha niente a che fare con i tanti prodotti gommosi che si assaggiano a Pntremoli e dintorni.
Tanto buono da potere fare a meno anche del condimento. Bastano olio e parmigiano per esaltarne il sapore. Come accade per la grande pasta artigianale italiana.
Anche a Torino è arrivata l'indiscrezione che a Pontremoli dovrebbe aprire una sorta di laboratorio-showroom dove il testarolo artigianale verrebbe prodotto a vista per essere venduto, ma anche per essere assaggiato in loco.

Sarebbe una vera rivoluzione per l'intera ristorazione pontremolese, un modo per rilanciare un prodotto che è l'anima della Lunigiana.
A fianco dello stand del Testarolo, c'è l'altro presidio Slow Food della Lunigiana. Si tratta dell'ormai famoso pane Marocca di Casola.
L'ultimo panificatore, il giovane ed entusiasta Fabio Bertolucci sarà a Torino soltanto domenica. Intanto la Marocca sta avendo grande successo anche se segnalano una cosa allo stand. «Negli ultimi eventi a cui abbiamo partecipato, abbiamo rilevato lo stesso interesse di sempre, ma un piccolo calo di vendita. Eppure noi vendiamo solo pane, ma si vede che la crisi colpisce tutte le tasche».

Eppure agli stand del padiglione toscano fin dall'apertura c'è stato un autentico assalto.
Grande interesse, come sempre, per il lardo di Colonnata, ma anche per altri presidi Slow Food come la Bottarga di muggine di Orbetello, il Tarese del Valdarno, il prosciutto Bazzone della Garfagnana. In effetti sarebbe l'ora che Slow Food proteggesse, con i presidi, altre produzioni in via di estinzione della Lunigiana: dal fagiolo di Bigliolo alla cipolla di Treschietto.
Il presidio dell'Agnello di Zeri, ad esempio, è uno dei più frequentati e seguiti.
Lunigiana protagonista insomma, con grandi potenzialità e tanti prodotti di grande gusto. Una potenzialità notevole, non ci sono dubbi.
E Torino è lì, a ribadirlo per l'ennesima volta.

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