Carrara, piano della sosta e crisi del centro: le vostre proposte

Carrara, un tratto di via Roma deserta

Il dibattito sul centro storico di Carrara e le proposte per rivitalizzarlo. In questa pagina il riepilogo della discussione e lo spazio per inviare il vostro intervento

CARRARA. È inutile nascondersi dietro a un dito: a Carrara, da quando è stato battezzato, il piano della sosta per il centro città non è mai stato digerito. Figuriamoci quindi la reazione quando, di recente, si è fatta strada l’ipotesi di un ticket da far pagare per gli stalli “a valle” del centro. Indigesti – sia il piano che l’ultima idea – sono rimasti soprattutto ai commercianti, che sono conviti che l’accessibilità – senza ostacoli e/o vecchi e nuovi balzelli – delle botteghe a chi si muove in auto possa produrre un riverbero benefico sugli incassi che sono sempre meno tintinnanti. Del resto: perché prendere l’auto, magari da Avenza o da Marina – dove, comunque e nonostante la crisi, c’è ancora una discreta offerta commerciale – per giungere a Carrara-centro, sudare per accaparrarsi un parcheggio (per di più a pagamento) e, nel caso in cui non lo si trovi, rischiare persino una sanzione?

Ha fatto discutere e non poco, facendo temere una recrudescenza dell’inflessibilità della polizia municipale, l’episodio della multe domenicali, piovute alle 9 della mattina del giorno festivo: a città, va da sé, semi-deserta. Era domenica 26 gennaio quando ignari cittadini che avevano lasciato l’auto tra via Verdi, piazza Accademia e il primo tratto di via 7 luglio – magari per «un minutino» e in sintonia con un’abitudine non in linea con la norma ma pressoché consolidata – si sono trovati, al ritorno, sul cruscotto, la brutta sorpresa.

«Siamo alla follia: almeno la domenica mattina chiudete un occhio; c’è un piano dei parcheggi che fa paura e venite a penalizzare chi ha il coraggio di aprire la domenica mattina?», aveva sbottato rivolgendosi all’Amministrazione comunale, sulle pagine del Tirreno del 27 gennaio, Andrea Ghinoi, titolare dell’omonimo bar all’angolo tra via Verdi e via VII luglio, tra gli esercenti da anni in prima linea sul fronte della rivitalizzazione del centro città.

E sì, perché di coraggio ce ne vuole, oggi, a fare il commerciante a Carrara. E non solo la domenica: anche e soprattutto durante tutti quei pomeriggi feriali quando il salotto buono è deserto, tanto che quello che è il cuore della cittadina apuana non sembra neppure battere più.

«Carrara sta diventando un cimitero monumentale» ha detto di recente (Il Tirreno, 1° febbraio) Valeria Nicoli, titolare della boutique il Diavoletto di piazza II giugno, storica commerciante, per cui ha aggiunto: «Puoi essere storico quanto vuoi, ma il commercio è desolante».

La gente sembra sempre più chiusa in casa  o infilata nei propri posti di lavoro (per chi ce l’ha): il tempo da dedicare allo shopping per chi ha un impiego e una famiglia è poco e le risorse economiche sono sempre meno.  Le difficoltà ci sono per chiunque chieda pane al commercio e permangono qualunque decisione si prenda: sia che tu stringa i denti e rimanga, sia che tu abbassi le serrande e te ne vada.

Basta fare due passi anche solo lungo via Roma – da piazza dell’Accademia all’Esselunga – per avere un’idea.

Resistono gli storici bar e le pasticcerie – da Caflish al Nazionale, dal Roma alla Borsa al Crema – con un dispiego di energie (finanche fisiche) per i gestori (tra cui molte donne) che è incommensurabile e degno di grande rispetto. Resistono alcuni nomi che hanno dietro una lunga storia familiare nel commercio al dettaglio come i Caffaz e i Caramatti. E c’è poi chi è arrivato dopo, fa di tutto per rimanere e merita il medesimo plauso. 

C’è qualcosa che si può fare per riportare in centro città quel bel viavai che riempiva gli occhi, il cuore e, un po’, anche le casse?

L’opinione di tutti questi piccoli grandi imprenditori  – e non solo coloro che hanno attività in via Roma ma in tutto il centro città – per  Il Tirreno conta, come ha un peso quella di tanti cittadini che non sono commercianti ma che, buttando lo sguardo agli angoli della Carrara esangue, sentono una fitta al petto.

Ecco perché dopo aver raccolto sulle pagine del nostro giornale tante testimonianze e sfoghi, proposte e suggerimenti, Il Tirreno ha deciso di organizzare un grande dibattito pubblico: l’appuntamento è avvenuto giovedì 6 febbraio nella sala rappresentanza del comune di Carrara; c'erano il sindaco di Francesco De Pasquale – che del resto ha già dichiarato che una rivisitazione del piano della sosta «non sarà calata dall’alto» - e l'assessore al commercio Giovanni Macchiarini.

Non solo. Il dibattito – da cui Il Tirreno spera ne escano una o più proposte risolutive – non finirà con l’appuntamento in piazza II Giugno. Chiunque infatti potrà far pervenire la propria proposta sul fronte parcheggi e rivitalizzazione del centro storico al Tirreno compilando, semplicemente, il modulo qui sotto. Gli interventi più significativi potranno essere pubblicati e contribuiranno ad alimentare un dibattito che consideriamo cruciale. 


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