Lucchese, qualche spiraglio per il ripescaggio mentre per la riammissione nessuna speranza

Ma per la prima ipotesi serve un versamento di 350mila euro. C’è tempo sino al 19 luglio per presentare eventuali istanze.

LUCCA. Qualche spiraglio per il ripescaggio, nessuna speranza per la riammissione. Ieri pomeriggio la Figc ha provveduto a definire i criteri, le tempistiche e gli adempimenti per le riammissioni e l’integrazione degli organici in caso di carenza di organico nei campionati professionistici. Innanzitutto la data: il termine per presentare le eventuali istanze per riammissioni o ripescaggi è lunedì 19 luglio alle ore 19.

LE DIFFERENZE


Per i tifosi chiariamo subito la differenza principale tra riammissione e ripescaggio. La riammissione – che avviene a costo zero, quindi senza il pagamento di una quota d’ingresso, con i medesimi requisiti delle altre formazioni ammesse ai campionati (fideiussione di 350mila euro e tassa d’iscrizione) – è prevista nel caso in cui alla data del 28 giugno una o più formazioni aventi diritto a partecipare alla serie C (ma anche alla B e alla A) per svariati motivi non presenti la domanda d’iscrizione corredata dalla fideiussione e dai criteri necessari. Facciamo un esempio: nella stagione 2020-21 la Lega Pro decise di riammettere Giana Erminio e Ravenna al posto di Siena e Sicula Leonzio che alla scadenza dei termini perentori non presentarono domanda d’iscrizione. Romagnoli e lombardi erano stati entrambi sconfitti nei playout pur piazzandosi in una posizione migliore nella regular season rispetto a Fano a Olbia. Sempre in quella stagione, ma i criteri sono gli stessi, il Campodarsego neo promosso dalla D non si iscrisse e al suo posto, seguendo il criterio dell’alternanza e della salvaguardia della propria Lega di appartenenza, venne promossa la seconda classifica di quel girone: il Legnago.

Venendo alla Lucchese, la riammissione è francamente impossibile. Prima di tutto perché le squadre a rischio iscrizione non sono più di due (almeno ad oggi in pericolo ci sono Sambenedettese e Catania) e poi perché non c’è stata l’attesa modifica sul divieto alla riammissione delle squadre già riammesse nella stagione precedente. Per cui il Ravenna può essere riammesse così come il Bisceglie che l’anno passato fu ripescato. Non avendo disputato i playout, Pistoiese, Lucchese, Cavese e Arezzo sono dietro a Fano, Bisceglie e Ravenna. Out il Livorno che l’anno scorso era stato penalizzato in C.

Il ripescaggio invece ha un costo: 350mila euro per la serie C. Entra in gioco quando le squadre che presentano la documentazione alla data di scadenza (28 giugno) incappano poi in irregolarità contabili, fiscali e di altra natura (fideiussione farlocca) e vengono bocciate dalla Co.Vi.So.C. (commissione di vigilanza sulle società di calcio). E in questo caso la Lucchese può avere voce in capitolo. Perché è molto difficile che, nel caso in cui tutte le società presentino le domande alla scadenza, non vi siano contestazioni e irregolarità riscontrate dalla Co.Vi.So.C. E in caso di bocciatura definitiva del Consiglio Federale di un paio di società ecco che Lucchese, Pistoiese e Arezzo rientrano in gioco. Perché i criteri di ripescaggio sono diversi. E riguardano il bacino d’utenza, la media spettatori, il numero di campionati disputati a livello professionistico ecc. La Lucchese è sicuramente sul podio: forse prima o forse seconda. C’è un particolare: rispetto alla riammissione (gratuita) serve una «quota d’ingresso» di 350mila euro. Non solo. Per la serie C nei criteri di ripescaggio vanno incluse, ravvisata l’opportunità di riavviare il progetto che permette alle squadre di A di partecipare al campionato di Lega Pro, oltre alla Juve under 23 eventuali nuovi formazioni B e, rispettando il criterio dell’alternanza, quelle di serie D. Dunque anche in questo caso le speranze sono ridotte al lumicino. —

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