Alice, il sogno americano e la gioia del debutto in B1

La giovanissima (classe 2004) milanese Gambarotto è al suo primo anno  alla Nottolini Capannori dopo essere cresciuta nel Busto Arsizio

CAPANNORI. Una milanese a Lucca, anzi, a Capannori. Alice Gambarotto, classe 2004, è arrivata a inizio stagione a vestire la maglia della Toscanagarden dopo le giovanili della Futura Giovani Busto Arsizio. Un amore, quello fra Alice e il volley, iniziato molto presto: «Praticavo già danza classica e ritmica, ma da quando avevo otto anni gioco a pallavolo come libero, ho seguito le orme di mia sorella maggiore Alessia, che però ora ha smesso».A 16 anni non è da tutti trasferirsi a più di 200 km da casa per seguire il proprio sogno, ma Alice, incoraggiata dai genitori, non ci ha pensato due volte quando si è presentata davanti la possibilità: «Qui mi trovo molto bene, sia con le compagne di squadra con cui si è sviluppato un forte legame, che con i compagni di classe. Frequento l’Istituto Turistico».

È stata dura cambiare vita?

«Andarmene da casa è stato un bel momento di crescita, una grande esperienza: non hai più la mamma che ti prepara tutto a casa, ma te la devi sbrigare da sola. Vivo insieme a tre mie compagne di squadra, Aurora Bibolotti, Asia Caporali e Francesca Bresciani ed è una bella fortuna perché andiamo molto d’accordo».

Cosa fa nel tempo libero?

«Mi piace seguire le serie su Netflix, non ho un genere di riferimento, guardo un po’ di tutto. In casa guardiamo anche la pallavolo in televisione, seguiamo molto la Serie A».Una giocatrice di riferimento?«Naturalmente Monica De Gennaro».

Mamma assicuratrice, babbo fisioterapista, come hanno digerito il fatto di avere una figlia sedicenne così lontano da casa?

«Da una parte si può dire che ci si erano abituati, mia sorella è stata un anno in Costarica. Quando posso torno a trovarli comunque».

Nell’ultima gara della Nottolini contro Acqui Terme ha registrato il suo debutto assoluto in Serie B1, che sensazione è stata?

«Avevo una certa ansietta, era la prima volta, ma le compagne mi hanno aiutato molto e l’ingresso in campo è stato buono. Sul finale ho faticato un po’, ma insomma direi che per essere la prima volta è andata bene».

Del resto, quando in allenamento hai come compagna di ruolo una certa Ilaria Battellino è tutto più semplice...

«Lei è proprio forte, è bello lavorare con lei, è un’occasione unica per migliorare, ho tanto da imparare e credo di avere tanti margini di miglioramento».

Perde mai le staffe in campo?

«Sì, mi capita con gli arbitri quando assegnano un punto sbagliato».

Una meta preferita?

«Sogno l’America, con mia sorella poi un giorno vorremmo andare in Norvegia a vedere l’Aurora Boreale». Ma nel frattempo il sogno americano Alice lo sta vivendo a Capannori