Lucchese, a quota 35 punti i playout sono una certezza

Ai rossoneri servono otto punti in quattro partite per provare a salvarsi sul campo attraverso gli spareggi da giocare con la quart’ultima o la quint’ultima della classe

Luca Tronchetti

LUCCA. É bene essere chiari nel rispetto dei lettori e del regolamento. Al 90% se la Lucchese e le altre due pericolanti (Livorno e Pistoiese) nei 360 minuti che restano da giocare raggiungeranno quota 35 punti potranno accedere agli spareggi salvezza. Perché, calendario alla mano e se non avverranno cataclismi (esempio l’Alessandria in lotta per la B che perde con la Pro Sesto), le quart’ultime o le quint’ultime al massimo arriveranno a quota 43. Quindi il gap degli 8 punti consentirà ai rossoneri, agli orange o agli amaranto di giocarsi la permanenza nei professionisti in partite di andata e ritorno che si disputeranno dalla metà alla fine di maggio e, in caso di parità nel punteggio, premieranno le formazioni con migliore punteggio durante la regolar season. Tradotto: la Lucchese e la Pistoiese devono conquistare almeno otto punti (gli arancioni devono recuperare anche la partita con la Juventus under 23) mentre il Livorno è obbligato a farne 11 e visto che ciò non è possibile deve vincerle tutte e quattro. Tradotto: la matematica (non la logica) non condanna la Lucchese alla D neanche in caso di ko contro i labronici. A patto poi che i rossoneri superino nell’ordine Carrarese in trasferta, Lecco al Porta Elisa e Renate al comunale di Meda. I punti di distacco dalla quint’ultima della classe (Giana Erminio) sono attualmente 11 mentre l’Olbia (quart’ultima a 37, deve recuperare tre partite).


Il minutaggio. Il fallimento sportivo comporterebbe la retrocessione che sul campo (perché fuori dal rettangolo verde in 11 anni è capitata tre volte) alla Lucchese manca dalla stagione 1998-99 (dalla B alla C1) o, se guardiamo la serie C, dal 1978-79 (penultimo posto nel girone B, vinto dal Matera che finì tra i cadetti assieme al Pisa, con i rossoneri precipitati in C2). Ma oltre al fallimento sportivo, l’ultimo posto in classifica e a cascata le altre due posizioni che conducono nei dilettanti, comportano una riduzione sino al 20 per cento dei contributi legati al minutaggio. Quindi un danno economico non indifferente se, ad esempio, su una base di 600mila euro perdi almeno 150mila euro.

La riammissione. L’articolo 49 delle Noif parla chiaro. Qualora, al termine della regular season del campionato di C, ovvero successivamente alla disputa dei playout, prima della scadenza del termine per presentare la domanda di iscrizione, la Lucchese o altri club retrocessi possono presentare la domanda di riammissione nelle seguenti circostanze: dichiarazione di fallimento di una delle società di serie C; sanzione da parte degli organi della giustizia sportiva (esempio illecito sportivo) che comporti l’esclusione di una società dal campionato di C; rinuncia da parte di una società a presentare domanda di iscrizione al campionato di serie C successivo. In quei casi di vacanza di organico la Lucchese può essere riammessa in sostituzione di altro club senza tirar fuori un euro oltre ai soldi necessari per l’iscrizione e la fideiussione come tutte le altre formazioni di C. Dipenderà quindi da quante squadre chiuderanno i battenti nella prossima stagione. E sarà importante nel coefficiente di ripescaggio anche il piazzamento. Se, per esempio, la Lucchese arrivasse prima della Pistoiese avrebbe più chances. Come è accaduto la passata stagione per Ravenna e Giana giunte rispettivamente al sedicesimo e al diciassettesimo posto. —

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