Nelli, diesse del River Pieve «Tanti rischi e zero garanzie l’Eccellenza non può ripartire»

Secondo il dirigente del club  senza incassi e senza sponsor non è possibile giocare  e viene a mancare l’essenza stessa del gioco del calcio

PIEVE FOSCIANA. Si riprende a giocare o sarà tutto rinviato alla stagione 2021-22? Mentre in Promozione, Prima, Seconda e Terza categoria sidelinea sempre di più una sospensione definitiva dei campionati, resta in bilico il campionato di Eccellenza, già iniziato in versione ridotta (meno squadre e più gironi per evitare lunghe trasferte) e tirata in ballo dai media per la necessità di andare a coprire gli organici della serie D da eventuali retrocessioni.

Una delle ipotesi è quella di una ripresa del solo campionato di Eccellenza, la serie A dei dilettanti regionali, con la disputa di gare di andata più eventuali playoff, senza alcuna retrocessione.


Ipotesi che fa storcere il naso ad Antonio Nelli, direttore sportivo del River Pieve e doyen dei dirigenti lucchesi nella categoria. «Scenario davvero difficile da digerire, perché senza retrocessioni e con la crisi di liquidità in atto è facile supporre che molte società giocheranno al ribasso, liberando da impegni i big e optando per far giocare numerosi under o prelevando prestiti da categorie inferiori stoppate dalla Lega Nazionale Dilettanti. Sia chiaro: non ci vedo malizia in un comportamento del genere, che in questo contesto è invece una necessità. Società come la nostra, che si sostengono con la sagra estiva e incassi di pubblico ad ogni gara interna, potrebbero avere difficoltà, anche con budget limitati. Difficile pensare anche alla possibilità di poter effettuare test rapidi con una certa frequenza». Nelle dichiarazioni di Nelli spicca l'attenzione anche all'aspetto umano: «Se il contesto è questo, al di là di classifica e risultati, viene a mancare l’essenza del pallone “de noaltri”: che senso avrebbe giocare senza pubblico? Che senso avrebbe se la squadra non può fare le macchinate per andare in trasferta? Che senso ha ritrovarsi con un dirigente avversario la domenica al campo sportivo senza poter offrire un caffè e fare due chiacchiere? Spesso i ragazzi, dopo l’allenamento, si fermano a cena, si organizzano per stare insieme anche dopo la doccia. In questo momento niente pizzata post allenamento e nemmeno insieme nello spogliatoio, perché saremmo costretti a dividerli in più gruppi in ambienti diversi». Ci sono poi famiglie ed esigenze lavorative, su cui Nelli focalizza la sua analisi: «Le attenzione dei ragazzi sono rivolte allo studio e al lavoro, che va difeso anche evitando quarantene che possono compromettere aziende e lavoratori». Diminuisce la categoria, cresce lo scetticismo su una possibile ripartenza. Le perplessità nelle parole di Jacopo Corsetti, figura storica del Villa Basilica: «Non credo sia possibile ripartire; nel nostro campionato è impensabile fare test a pagamento a carico delle società e tanti giocatori hanno perso verve e anche i più motivati si sono assopiti. Da volontario seguo gli ingressi e le uscite dalla scuole del territorio: la regolarità scolastica è un buon test di prova anche per il calcio, soprattutto giovanile». Il Villa Basilica ha poi difficoltà interne, legate ai recenti lutti che hanno colpito il club. Nei mesi scorsi sono deceduti infatti il cassiere e fac totum Bruno Agnanti e il presidente Giovanni Nardini. Corsetti: «Non abbiamo ancora deciso chi rimpiazzerà queste due figure storiche. Speriamo di ritrovarsi presto per fare delle scelte e dare continuità al club». —

Michele Citarella

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