Il presidente Pasquini «L’attività motoria non deve mancare nel periodo Covid»

LUCCA. Guido Pasquini, presidente del Panathlon, chiede agli educatori sportivi più coraggio per aiutare i ragazzi: «Tre mesi fa, ho contratto il Covid e sono stato ricoverato in ospedale: ho quindi sperimentato sulla mia pelle il virus. Nonostante questo, non condivido come viene interpretato e vissuto il divieto di fare attività sportiva, che ricordo è quella dove c’è una competizione strutturata, con regole, arbitri e punteggi. Il problema base sta nella burocrazia e nel non voler prendersi responsabilità. Salvo i periodi di zona rossa, quante volte i ragazzi di ogni sport hanno corso sulle Mura? Quanti hanno fatto una partitella di calcio sugli spalti? Quanti una biciclettata sul fiume? I ragazzi hanno bisogno di un adulto che lanci l’idea. E qui nasce l’esigenza di “prendersi una responsabilità”. Perché se sei un educatore è un tuo dovere. Vero che non si possono fare i tradizionali allenamenti al chiuso, ma intanto ad esempio è possibile fare il fiato con corse all’aperto, continuare a tenere vivo e unito il gruppo, e non è certo un problema se la doccia la fai poi a casa.

«Mi risulta che siano pochi gli insegnanti di scienze motorie che hanno fatto fare attività via web con giochi di destrezza, rapidità e coordinazione, sinergici a tutti gli sport, agli studenti a casa. Gli istruttori dell’associazione Slurp (Soroptmist, Lions, Le Mura e Host, Unione Veterani Sportivi, Rotary, Panathlon), con la collaborazione delle maestre della scuola dell’infanzia, hanno incrementato la loro attività con i bambini, coinvolgendo e “contagiando” i genitori, che ricevevano sui loro cellulari le lezioni. Poiché questa situazione sanitaria durerà ancora per mesi è urgente che allenatori, insegnanti, genitori, dirigenti scolastici e sportivi, comincino a tirare fuori idee per inventare qualcosa di diverso. I fenomeni delle baby-gang e del bullismo minorile, l’assenza di socializzazione, il distanziamento che accentua la solitudine, con la mancanza di una educazione ai valori etici, stanno rovinando una generazione. Quando potremo riprendere la vita normale, quanti di questi ragazzi saranno ormai ‘persi’ per lo sport e per la società ?». —