Basket Lucca, dallo scudetto all’ultimo posto: in tre anni si è chiusa un’epoca

Nel maggio 2017 le ragazze di coach Diamanti diventavano campionesse d’Italia. Oggi dopo 10 sconfitte di fila il club fondato nel 1992 rischia di dire addio alla A1

LUCCA. Era il maggio 2017 quando il Basket Le Mura è salito sul gradino più alto d’Italia. Il 7 maggio sarà per sempre nella storia dello sport cittadino come il giorno in cui una squadra di Lucca ha vinto lo scudetto regalando gioia e prestigio all’intero territorio. Da quel giorno sono passati poco più di tre anni e mezzo e il Basket Le Mura è ancora nella massima serie, quest’anno ha disputato la Supercoppa – un surrogato della Coppa Italia dello scorso anno – uscendo in semifinale, ma ora si trova tristemente in penultima posizione di classifica, invischiata nella lotta per la salvezza, con appena 2 punti conquistati alla prima giornata di campionato e una striscia aperta di 10 sconfitte consecutive. Sarebbe forse ingeneroso fare un confronto su quello che è stato ormai 4 giorni fa nel punto più alto della vita della società biancorossa, ma è doveroso interrogarsi sul modo in cui si è passati da una squadra che per 7 stagioni di fila è stata ai piani nobili del massimo campionato arrivando a disputare i playoff con un record positivo di risultati – le uniche due eccezioni sono state il 2010/11, primo anno di A1 con Mirco Diamanti in panchina, e il 2018/19, nell’ultima stagione di Lorenzo Serventi – a una in cui la squadra è tra le cenerentole del campionato.

GUIDA TECNICA


Nel 2006 il Basket Le Mura si è affacciato per la prima volta a un campionato nazionale e l’allenatore era Mirco Diamanti. Con lui la società si è mossa nel segno della continuità raccogliendo risultati: dopo due stagioni di B è arrivata la A2 e poi dopo appena altre due stagioni si è arrivati in A1, centrando i playoff e la semifinale scudetto al secondo anno e poi addirittura la finale scudetto al terzo anno. Il rapporto è durato 10 stagioni con la squadra che aveva un’identità precisa sul campo: orgoglio, intensità difensiva, fisicità e preferenza per il gioco in transizione. Chi sceglieva Lucca sapeva a cosa sarebbe andato in contro e Lucca è stata per anni il trampolino ideale per lanciarsi ad alto livello. Dopo lo scudetto il rapporto con Diamanti si è interrotto. Mezza stagione con Barbiero e poi una e mezzo con Serventi prima di trovare Francesco Iurlaro, allenatore emergente e capace di portare giovani di livello a Lucca e lavorare con loro. Il primo anno è stato molto buono: sono arrivate quattro giovani promesse – tra cui Madera, mvp all’Europeo Under 20 – reduci dai successi estivi con le Nazionali giovanili. Finché non sono arrivati gli infortuni a Orsili e Pastrello, e lo stop per la pandemia, quella squadra sembrava essere perfetta. urante l’estate è stata dura ripartire. La società ha confermato Smorto e le due lungodegenti Orsili e Pastrello, fresche di rientro dall’infortunio al crociato. Se n’è andata Ravelli mentre trattenere Madera e Bonasia sarebbe stato troppo costoso. Tra le straniere è rimasta Jakubcova mentre sono partite Jeffery e Zempare. Chi è arrivato per il momento ha fatto peggio rispetto a chi c’era prima. Spreafico aveva iniziato molto bene ma ha abbandonato la squadra per motivi personali, Russo ha un miglior uno contro uno di Bonasia ma non ha la leadership nei momenti chiave dell’incontro. Nei rimbalzi Lucca va male: è penultima in campionato. Le due extracomunitarie per il momento stanno deludendo. Tunstull si è presentata in sovrappeso mentre Harper, arrivata in ritardo dopo la defezione di DJ Williams all’ultimo minuto, tende a scomparire dalla partita ed è ancora troppo fuori dai giochi. 

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