Billi, il Beckham della Media Valle cresciuto all’ombra di mister Calori

GHIVIZZANO. Con la squalifica di mister Rino Lavezzini per un turno, nella sfida salvezza contro il Corticella, sarà il suo secondo, Gianluca Billi, a guidare il GhiviBorgo dalla panchina. Garfagnino di Magliano (Sillano-Giuncugnano), è al secondo anno da “vice” alla guida del GhiviBorgo. Trentasette anni, una stagione nel Castelnuovo in C2 da giovanissimo, sogna di fare l’allenatore a tempo pieno e al fianco di Lavezzini si sta facendo le ossa. «A questi livelli, Lavezzini è un ottimo allenatore, capace di coinvolgere il suo staff, che negli allenamenti ci lascia parte della conduzione con alcuni del gruppo per esercizi specifici. Sono venuto al GhiviBorgo grazie a Pacifico Fanani, altro allenatore con cui sono legato da un buon rapporto».

In tanti ex compagni di squadra o suoi allenatori avrebbero scommesso sul suo futuro in panchina. Negli anni in cui ha vestito le maglie di Cutiglianese, Bagni di Lucca, Borgo a Mozzano, Sporting S. Romano e Gorfigliano, sia da difensore centrale sia da centrocampista a protezione della difesa, mostrava senso tattico e capacità di leadership. Se queste erano le doti che lo rendevano apprezzabile agli addetti ai lavori, qualcuno sosteneva che presidenti e direttori sportivi provassero a tesserare Billi per altri motivi: Billi è conosciuto nel pallone della Valle del Serchio come “Il bello” e la voce del popolo del pallone scherzava dicendo che Billi faceva comodo anche per avere qualche incasso in più al botteghino per la presenza di qualche ragazza in più sugli spalti. Il Beckham, il Cabrini o il Bettarini della Media Valle. Un ruolo che non dispiaceva a Billi che oggi bada solo alla crescita nel ruolo di allenatore: «Ho appeso le scarpette al chiodo dopo anni nel fantastico ambiente Gorfigliano e dopo aver ripreso a giocare con il Castelnuovo in Eccellenza. Ho ottenuto il patentino da un decennio, preso con tanti sacrifici durante un corso di formazione di diverse settimane a Firenze. Il ruolo di allenatore mi affascina, spero di poterne fare una professione».


Ad arricchire il curriculum di Billi c’è un’esperienza in serie B con il Brescia, che gli ha fatto definitivamente scattare la scintilla circa il ruolo di mister. «Avevo 28 anni e mi sono dovuto trasferire nel bresciano, dove sono stato più di un anno. Nel tempo libero andavo a vedere gli allenamenti delle rondinelle. Grazie alla mia assiduità nell’assistere alle sedute agli allenamenti e ad amicizie comuni sono entrato in contatto con il tecnico del Brescia di quegli anni, Alessandro Calori, calciatore professionista di lungo corso. Con Calori ho intrapreso una collaborazione fino a proporre e a svolgere alcuni esercizi sul campo». Calori fu allenatore del Brescia nel biennio 2011-13, conducendo la squadra a due salvezze in Serie B. Quello che ha reso popolare Calori nel mondo del pallone è stato il gol decisivo nel famoso match Perugia– Juventus giocato sotto il diluvio e che consegnò lo scudetto alla Lazio di Mancini e Sinisa Mihajlovic. «In quel periodo a Brescia con Calori e il suo staff sono stato bene». Sull’attualità Billi è chiaro: «Nella sfida contro il Corticella il GhiviBorgo deve assolutamente vincere. Fare punti in questa sfida è per noi di vitale importanza. Fisicamente stiamo bene, la squadra mercoledì ha perso ma non demeritato. I presupposti per vincere ci sono». —

Michele Citarella

© RIPRODUZIONE RISERVATA