Lucchese, la fideiussione non è buona: nuova penalizzazione in vista

Lo striscione contro Moriconi apparso davanti alla tribuna coperta

La società rossonera rischia otto punti in meno e 350mila euro di ammenda. Senza garanzie la Cig Pannonia con cui Moriconi ha sostituito la Finword di Grassini

LUCCA. Se non è scacco matto poco ci manca. Perché le parole del «realista» Francesco Ghirelli, dal 6 novembre al vertice della Lega di C, lasciano poco spazio all’immaginazione. La Lucchese - al pari di Matera, Siracusa, Reggina e Pro Piacenza (ma gli emiliani saranno esclusi dal campionato il 20 gennaio e retrocessi all’ultimo posto in classifica) - non è in regola con la fideiussione. Sì, perché dopo la lunga diatriba tra il commissario Figc, Roberto Fabbricini, e i vertici della Lega Pro (prima Gabriele Gravina e poi Francesco Ghirelli) una sentenza della Corte d’Appello Federale ha sancito in via definitiva che la fideiussione Finword di Roma (Il Tirreno, riportando una lettera dell’avvocato della Lega di C, lo aveva scritto il giorno successivo al deposito invitando Grassini e soci a cambiarla immediatamente) non aveva le necessarie garanzie e andava sostituita. Quando a fine settembre Gravina, allora presidente di C, ha ribadito alle 5 società che non si erano messe in regola di cambiare la fideiussione, Moriconi - ridiventato patron della Lucchese - effettivamente l’ha cambiata. Ma invece di rivolgersi ad una banca o ad un’assicurazione ha sottoscritto la garanzia con una società finanziaria ungherese di Budapest, la Cig Pannonia. Che, per i vertici della C, ha lo stesso identico valore della Finword. Carta straccia.

GLI SCENARI


La domanda sorge spontanea: perché la scelta di non impegnarsi con un istituito di credito e quindi esporsi personalmente? Adesso quindi si apre un altro scenario, decisamente devastante per la Lucchese. È giusto attendere - come sostiene Ghirelli - le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello Federale (Caf) per capire l’orientamento dei giudici. Ma appare scontato che la Lucchese, come prevede il comunicato della Figc, sarà sanzionata con 8 punti di penalizzazione e la multa di 350mila euro. La mazzata finale per la Lucchese che scenderebbe a 7 punti. Considerando che non ci sarà più la retrocessione diretta per la scomparsa della Pro Piacenza, la Lucchese avrebbe 10 punti di ritardo dalla quint’ultima in classifica (Albissola). E sarebbe retrocessa senza effettuare i playout perché il regolamento prevede, affinché si disputino gli spareggi, un ritardo tra la penultima e la quint’ultima uguale o superiore agli 8 punti.

Il presidente della Lega C Francesco Ghirelli e il sindaco Alessandro Tambellini (Foto Sernacchioli)


PENA PIÙ AFFLITTIVA

E ai rossoneri è andata pure bene. Perché esiste una sentenza precedente al comunicato Figc legato alla penalizzazione di 8 punti. Una sentenza che avrebbe escluso automaticamente la Lucchese dal campionato. La pronunciò circa un anno fa la Corte d’Appello Federale sulla base del ricorso presentato dalla Vibonese (formazione retrocessa in D) nei confronti del Messina (se non andiamo errati c’era Enrico Cennicola come operatore di mercato) che si salvò, ma non si iscrisse al campionato successivo di C. Oggetto del contenzioso l’irregolarità della fideiussione presentata dal Messina. Con colpevole ritardo la Figc attraverso quella sentenza (nel frattempo la Vibonese giocò e vinse il campionato di D) sancì il principio dell’essenzialità della fideiussione. Senza quella garanzia la squadra viene automaticamente estromessa dal campionato e collocata all’ultimo posto. —