Andrea Lanfri sogna la medaglia al mondiale di Londra

Andrea Lanfri (in primo piano) ai blocchi di partenza della finale dei 100 metri

Dopo il record italiano e l’ottavo posto nella finale dei 100 metri punta in alto. «Affronterò i 200 metri e la staffetta 4x100 provando a conquistare il podio»

LUCCA. Dopo aver abbattuto il record italiano sui 100 metri ed essersi qualificato per la finalissima, chiusa all’ottavo posto, i si è continuato ad allenare concedendosi solo un giorno di meritato riposo. Utilizzando, ovviamente, per visitare insieme al coach Francesco Niccoli, come un turista qualsiasi, Londra. Già da oggi, però, Andrea Lanfri torna ad essere concentrato sui mondiali di atletica. Nel fine settimana, infatti, doppio impegno: finale dei 200 metri e staffetta 4x100.

L'atleta lucchese in azione a Londra


«Sono molto contento per il risultato della scorsa settimana, ma essendo molto ambizioso penso già alle gare del fine settimana - racconta Lanfri da Londra -. Nei 200 metri non credo possa arrivare il podio, il mio obiettivo è quello di abbassare il mio personale di 23”86 fatto lo scorso anno». Nella staffetta, invece, l’Italia è competitiva. «Siamo forti, è vero, ma non mi voglio sbilanciare - spiega l’atleta dell’Atletica Virtus Cr Lucca -. L’anno scorso agli europei siamo arrivati a medaglia e quindi proviamo a ripetere un buon risultato, anche se non sarà facile». Il verdetto sulla 4x100 arriverà domenica ma la spedizione di Lanfri è già di gran lunga positiva. «L’obiettivo è fare esperienza in una competizione di livello mondiale - racconta l’atleta di Pieve di Compito -. Mi sto allenando tutti i giorni da un anno e continuerò a prepararmi con l’obiettivo delle olimpiadi di Tokyo nel 2020». Dove Lanfri, inutile dirlo, vuole essere competitivo.

Andrea Lanfri (a destra) con il suo allenatore Francesco Niccoli a Londra

«Penso di avere ancora dei margini di miglioramento, dal punto di vista fisico ma anche per gli aspetti tecnici che riguardano le protesi con le quali corro - racconta Lanfri -. C’è una componente di “assetto”, infatti, nella quale posso fare ancora qualche miglioramento, anche se il primo passo verso questa "rincorsa" lo devo al lavoro dell'Ortopedia Michelotti di Lucca che ha preparato i miei primi invasi per le protesi da corsa. Al mondiale, comunque, ho usato una lama più vecchia. Ma allenandomi e adattandomi ad una nuova protesi punto ad avere una risposta più elastica dalla protesi e puntare, sui 100 metri, al tempo di 11 secondi “basso”».

Tempo che per la stragrande maggioranza di normodotati è utopia. E pensare che l’atleta lucchese nel 2015 era in un letto di ospedale. «Quando mi sono svegliato dopo la meningite ero solo felice di essere vivo - racconta Andrea -. Poi ho subito pensato a come rimettermi in piedi e subito dopo a correre. Ora ho corso una finale dei 100 metri davanti a 40mila spettatori. La vera forza per andare avanti, però, sono le tante persone che mi scrivono e mi dicono che, prendendo esempio da me, sono tornati a fare sport dopo situazioni di vita simili alla mia. Per questo in quei 100 metri non ero solo, ma c’erano anche loro con me».