Un futuro d’oro dopo la meningite: Andrea Lanfri è da record

Ai campionati italiani di atletica il giovane di Pieve di Compito batte tutti anche senza le “super protesi”: «Ce l’ho fatta»

LUCCA. Corre più veloce della meningite, eccome, Andrea Lanfri. E senza nemmeno aver bisogno delle “super protesi chiodate”: non importa se non sono ancora pronte, non importa se appena un anno fa la sua lotta non si stava disputando su una pista d’atletica ma sul letto di un ospedale. Ciò che importa è correre più veloce di tutto, più veloce degli avversari per mettere a segno, nella sua prima gara sui 60 metri piani ai Campionati italiani paralimpici indoor di Ancona, che si sono svolti nel fine settimana, un record italiano che ha commosso tutti. Un oro che luccica al collo del trentenne di Pieve di Compito il quale, nonostante l’amputazione di entrambi i piedi e di sette dita delle mani, non si è mai arreso. Prima ha sconfitto la malattia e poi, grazie alle donazioni di decine e decine di persone, è riuscito a coronare il suo sogno: quello di poter avere delle protesi da corsa per diventare un atleta paralimpico.

Carico di grinta e motivazione non si è più fermato davanti a nulla. Medici e medicine sono un brutto ricordo che Andrea cancella tesserandosi con la società Gsh Sempione 82 di Pallanzeno (Verbania) per tutto ciò che riguarda l’attività sportiva per disabili, ma anche con la Fidal così da poter partecipare anche alle gare della Federazione come qualsiasi altro atleta normodotato con la casacca della Virtus. Da diversi mesi la sua seconda casa è il campo Coni di via delle Tagliate dove, giorno dopo giorno, ha cominciato a correre sempre più veloce insieme al suo allenatore Francesco Niccoli.

Le medaglie vinte da Andrea ai campionati di Ancona e la maglietta con tutti i nomi di chi ha sostenuto la raccolta fondi

«Purtroppo le protesi chiodate da pista - racconta Andrea ancora emozionato - non erano pronte per le gare di Ancona così ho gareggiato con quelle da mezzofondo. Ero molto titubante perché tutti i miei avversari avevano le "super protesi chiodate" e io no. Ma ho voluto provare. Sono partito con un’ottima progressione e ho continuato a correre più forte che potevo fino alla fine. Poi, con grande stupore ho visto dagli schermo il mio primo posto e il nuovo record italiano di 8.53 contro i 9.52 Categoria T43. Tutti mi guardavano un po’ strano, nessuno lo avrebbe mai detto. Sono tre mesi che mi alleno e neanche un anno che cammino di nuovo con le protesi. Un anno fa ero in pericolo di vita per la seconda volta e furono costretti a tagliare le gambe e le dita. Il mio motto è stato a effetto “#vogliocorrerepiuvelocedellameningite” e così è stato».

Da sinistra Andrea Lanfri, Stefano Gori e l'allenatore Francesco Niccoli

Ma Andrea non era ancora sazio e nelle gare del giorno dopo, i 200 metri, decide di rimettersi in gioco andando molto vicino al secondo record italiano. «Al via sono partito come sempre a tutta, dopo la prima curva ho distaccato tutti - racconta Lanfri - ho affrontato la seconda superandola, all'uscita all'inizio del ultimo rettilineo ho accelerato e il piede destro mi ha ceduto. Sono scivolato a 15 metri dall'arrivo, mi sono rialzato subito e ho proseguito, ma in questo caso l'argento ha sostituito l'oro. Stavo facendo il nuovo record dei 200! Ho chiuso con poco più di 33 secondi. Ora sono più carico che mai, le persone mi hanno applaudito e incitato, una sensazione bellissima, che non scorderò mai! Anche se sono scivolato, andavo veramente alla grande, forse troppo per non avere i chiodi sotto».

Prossimo appuntamento? La gare per le qualificazioni europee che si terranno a Grosseto il 10 aprile. «Voglio organizzare un pullman che parte da Lucca - dice Lanfri - perché ho bisogno di tutto il sostegno possibile. Chi fosse interessato a partecipare mi può contattare al info@lanfriandrea.it».