Contenuto riservato agli abbonati

La procura chiede il giudizio immediato per il pensionato che sparò al nipote a Bagni di Lucca

Accadde un mese fa al culmine di un litigio per un posto auto: l’anziano ora è ai domiciliari accusato di tentato omicidio

BAGNI DI LUCCA. Esattamente a un mese di distanza dal furibondo litigio scaturito per un posto auto conteso, con un colpo di pistola calibro 22 sparato all’indirizzo del nipote che resta ferito al palmo della mano destra, il sostituto procuratore Salvatore Giannino ha chiesto il giudizio immediato con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco e munizioni nei confronti di Rodolfo Giannini, 85 anni, vedovo, pensionato, residente in località Cappella a San Cassiano di Controne in Val di Lima nel comune di Bagni di Lucca. Per il pubblico ministero la prova della reità dell’indagato è evidente e sarebbe emersa già all’interrogatorio di garanzia del pensionato. Nel giudizio immediato, rispetto al processo ordinario, si evita la fase dell’udienza preliminare davanti al gup e, attraverso una semplificazione procedurale, si passa direttamente al dibattimento davanti al collegio. Ora la palla passa al gip che, entro cinque giorni dalla richiesta del pm, dovrà accogliere o rigettare la domanda con cui dispone il giudizio immediato.

Il 12 aprile poco prima delle 14, Rodolfo Giannini, 85 anni, in lite perenne con il parente Roberto Arrighi, 72 anni, sposato, vicino di casa e vittima della furia cieca della zio acquisito, esplode due colpi di pistola: uno in aria, quasi a voler intimidire il parente, l’altro ad altezza d’uomo. Il proiettile, sparato dall’alto verso il basso a una distanza non superiore ai sette metri, va a conficcarsi nel palmo della mano destra di Roberto Arrighi. Il ferito però resta sempre lucido e cosciente. Viene trasportato in ospedale, ma non in pericolo di vita, per essere sottoposto a un intervento chirurgico necessario per rimuovere la pallottola trattenuta.


Dalle indagini dei carabinieri emerge che alla guida della sua Ape verde militare il pensionato cerca di raggiungere il posto auto situato accanto casa. Ma la stradina è stretta e il parcheggio è occupato. C’è la Panda di Roberto Arrighi, nipote da parte della moglie del pensionato. Tra i due da tempo immemore non corre buon sangue. Stavolta Giannini è più arrabbiato del solito. Esce dall’abitacolo dell’Ape e inizia a urlare e sbraitare chiamando a gran voce il parente. Sono le 14 quando l’ultraottantenne rivolgendosi al rivale lo minaccia: «Adesso ti faccio vedere io». Entra in casa e prende la pistola calibro 22 – appartenente a un parente deceduto da decenni – ed esce fuori dall’abitazione. Il revolver è carico e l’anziano esplode due colpi per poi rientrare in casa. Il ferito viene soccorso, ma resta sul posto sino all’arrivo dell’ambulanza e delle forze dell’ordine. Alle 14,20 i carabinieri lo trovano in casa seduto su una sedia con la figlia che cerca di tranquillizzarlo. Racconta l’accaduto e indica la pistola che ha sparato e i fucili da collezione ereditati.