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Multe non pagate, la Provincia batte cassa: in arrivo 450 cartelle ai lucchesi

Controlli della polizia provinciale di Lucca

Riguardano infrazioni al codice della strada. Altre 260 per la violazione di norme ambientali a partire dal 2015: sono già recuperi coattivi

LUCCA. Oltre 450 cartelle di pagamento per un importo totale di 438mila euro e spiccioli. Sono quelle che stanno per arrivare nella cassetta delle lettere di cittadini in stragrande maggioranza dei casi (385) lucchesi con mittente l’Agenzia delle entrate, incaricata dalla Provincia di Lucca di riscuotere le multe non pagate dell’anno 2019. A queste ne vanno aggiunte altre 260 (delle quali 210 nella sola provincia di Lucca) per le sanzioni non corrisposte in materia di ambiente: in questo caso l’importo messo a ruolo è di 362mila euro. In questo caso si tratta di multe che risalgono anche al 2015. Complessivamente, dunque, si tratta di 710 avvisi dei quali 595 destinati ai lucchesi.

Importante spiegare che si tratta di importi che sono già nello stato di riscossione coattiva. Dunque, è stata già esaurita la parte della riscossione ordinaria o “bonaria” e si passa allo step successivo, quello coattivo attraverso un agente della riscossione.


A partire dal 2018, per questo stadio, la Provincia di Lucca si è affidata ad Agenzia delle entrate-riscossione, cioè il soggetto che ha preso il posto dell’ormai soppressa Equitalia.

Proprio Agenzia delle entrate ha “preparato” il ruolo che è stato inviato a Palazzo Ducale per l’ultimo visto prima di essere spedito nelle case dei lucchesi (e non solo).

Chi riceverà la poco gradita missiva non avrà molte strade. Se non pagherà entro i termini previsti potranno scattare le procedure esecutive nei termini stabiliti dalle leggi, come il fermo amministrativo della macchina.

Le due tranche di cartelle che verranno inviate – quelle relative al codice della strada e quelle delle sanzioni in materia ambientale – fanno capo a due delle più importanti funzioni (insieme all’edilizia scolastica per le superiori) rimaste in capo alle province dopo la legge di riforma del 2014 (la “Delrio”, dal nome del ministro dell’epoca).

In particolare, gli accertamenti delle infrazioni al codice della strada sono effettuate da uomini e donne della polizia provinciale che ha come ambito di attività l’intero territorio ma che – in maniera complementare alle polizia municipali – si concentra sulla mobilità extraurbana e, in particolare, su quella lungo le strade provinciali, con pattugliamenti e posti di controllo.

Un’attività che da un paio di mesi può contare anche sull’apporto di due autovelox. Il primo, installato sulla via Morianese nei pressi del ristoratne “Pio” misura la velocità media che in quel tratto è di 50 chilometri all’ora. Il secondo, sulla via Lodovica qualche centinaia di metri dopo il ponte di Rivangaio (direzione Castelnuovo) si occupa invece della velocità di punta, che non può superare i 90 chilometri all’ora.

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