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Ex fornace Pellegrini all’asta l’8 giugno: ci sarà anche un’offerta del Comune

La volontà dell’amministrazione è acquistare l’area per farne un centro culturale e anche recuperare il parco col lago

PORCARI. La prima asta si svolse quasi sette anni fa, l’ultima a maggio 2021, e sempre con lo stesso esito: nessun compratore. Ma il prossimo incanto per l’area della ex fornace Pellegrini di Fornaci non andrà deserto. Almeno un acquirente ci sarà, e si tratterà del Comune. È quanto emerge da una delibera di giunta, con la quale viene dato mandato agli uffici comunali di predisporre gli atti necessari a presentare un’offerta nella prossima asta, in programma l’8 giugno.

E presentando un’offerta, le probabilità per il Comune di aggiudicarsi l’enorme complesso sono elevate, visto che finora nessun altro si è fatto avanti, questo nonostante un prezzo a base d’asta decisamente conveniente (e adesso ulteriormente abbassato) rispetto al valore stimato. Un disinteresse da parte di eventuali investitori che può trovare una motivazione negli alti costi che comporterebbe il recupero dell’area per renderla poi economicamente fruttuosa. Ma recuperare l’area dal degrado (vantaggio numero uno) e dandole una destinazione a favore dell’intera collettività (vantaggio numero due), è invece un’ipotesi fattibile per un’amministrazione pubblica, potendo contare anche su tutta una serie di bandi che vanno anche al di là del tanto citato Pnrr (da quelli per il ripristino ambientale a quelli per la cultura, solo per citare un paio di esempi).


Questo perché l’area in questione, che occupa una superficie di 27.888 metri quadrati ai piedi della collina, in località Rughi, oltre ai ruderi dell’ex fornace comprende un grosso lago, un punto di riferimento per tanti porcaresi. Insomma un’area che potrebbe diventare (e proprio questa pare l’intenzione dell’amministrazione, come emerso anche in un post sui social del sindaco Leonardo Fornaciari) un centro culturale – sull’esempio della capannorese Artemisia – dove spostare la biblioteca comunale, ospitare un centro culturale polivalente e uno spazio giovanile, recuperando gli spazi che furono della fornace. Il tutto accompagnato da una riqualificazione ambientale con la creazione di un parco arricchito proprio dalla presenza di quel lago.

Si passerebbe così da quello che oggi rappresenta una sorta di “buco nero” nel territorio di Porcari, un’area circondata da recinzioni dove col passare del tempo cresce il degrado, a un luogo vivo e vivibile, recuperando anche un pezzetto della memoria storica locale, costituita appunto da quella fornace. Salvaguardando per esempio la ciminiera che svetta in ogni foto dell’area, e che rappresenta un monumento di archeologia industriale.

I costi? Per l’acquisto il prezzo a base d’asta fissato per l’incanto dell’8 giugno è di 220.010 euro e 40 centesimi (all’asta deserta dello scorso anno erano 296mila euro). Aggiungendo le varie spese per le pratiche (imposta di registro, costi notarili) il costo finale viene stimato in 380mila euro. Che sembrano tanti, ma che sono pochi se paragonati al milione e 848mila euro di valore stimato dell’area.

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