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Lucca, in coma a 41 anni dopo AstraZeneca: la famiglia presenta querela in procura

La donna aveva subìto un ictus ed era stata ricoverata a Cisanello: «Danni importanti, non è autosufficiente»

LUCCA. Nel mese di giugno era stata colpita da un gravissimo ictus, pochi giorni dopo essersi sottoposta alla prima dose di AstraZeneca. Ora, a distanza di oltre sette mesi arriva una querela in procura per quanto accaduto a Irene, una 41enne residente nella Piana di Lucca. Quello che è stato depositato negli uffici di via Galli Tassi dall’avvocato giovanni Mandoli, che assiste la famiglia dall’inizio della vicenda, è un atto che non contiene nomi. Sarà compito del sostituto procuratore incaricato del caso decidere se iscrivere qualcuno nel registro degli indagati.

In questi mesi duri, difficili, drammatici, sono successe tante cose. Ma Irene ha sempre potuto contare sull’affetto e il sostegno dei suoi familiari e dei suoi tanti amici. E la cosa più bella è stata proprio quando ha potuto tornare a casa.


Ne dà conto proprio l’avvocato Mandoli: «Irene è stata dimessa dall’ospedale Versilia, dove era stata trasferita per avviare un percorso neuroriabilitativo non appena risvegliatasi dallo stato di coma in cui versava. Pertanto ha potuto far ritorno a casa assistita dai suoi cari».

Tutto era iniziato il 26 maggio dello scorso anno, quando Irene aveva partecipato a uno degli “Open day” che erano stati organizzato all’ex ospedale Campo di Marte di Lucca per gli over 40, che avrebbero ricevuto la prima dose di Astra Zeneca. Una scelta fatta per poter anticipare la vaccinazione per “fasce d’età”.

Dopo pochi giorni dopo, il 3 giugno, Irene aveva subito un ictus cerebrale da trombosi devastante che, spiega sempre l’avvocato della famiglia, «ha provocato danni neurologici consistenti che a oggi non le permettono di essere autosufficiente». Una storia che ebbe, all’epoca, un risalto nazionale, rinfocolando le polemiche sul vaccino di AstraZeneca (oggi non più somministrato in Italia) e la contrapposizione fra favorevoli e contrari alla vaccinazione.

Irene venne allora ricoverata all’ospedale di Cisanello, in stato di coma. Lì, dopo essere stata operata, si era svegliata, iniziando un lungo percorso di riabilitazione transitato anche dall’ospedale di Lido di Camaiore.

Parallelamente, la famiglia ha analizzato anche la questione dal punto di vista legale, arrivando alla decisione resa nota nella giornata di ieri: «Alla luce del quadro clinico di Irene e dei danni da lei subiti, dopo un’attenta analisi dei fatti – scrive l’avvocato Mandoli – ha proceduto in data odierna (ieri per chi legge, ndr) con il deposito alla procura di lucca di una querela contro ignoti per lesioni personali colpose, redatta dal sottoscritto e dal collega Federico Corti, al fine di far chiarezza circa eventuali responsabilità imputabili».

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