Pera, 25 anni tra Lucca e Roma, e ora lo sguardo sul colle più alto

Il professore universitario candidato al Quirinale: il diploma di ragioniere, la laurea in filosofia e la politica ad alto livello

LUCCA. Non è ancora detto che alla fine il suo nome vada effettivamente al voto nella giornata di oggi. Ma da ieri Marcello Pera, 79 anni, è ufficialmente candidato alla presidenza della Repubblica. Il nome del lucchese ex presidente del Senato (dal 2001 al 2006) è stato inserito nella “rosa” dei nomi del centrodestra (insieme a Letizia Moratti e Carlo Nordio).

La possibilità che si arrivasse a questo passo era cresciuta negli ultimi giorni. E che dalle parti del centrodestra si lavorasse all’ipotesi Pera era emerso anche dalla corrispondenza fra Denis Verdini, Marcello Pera e Fedele Confalonieri svelata dal Tirreno.


Nella sua abitazione di San Marco, Pera è chiuso in uno stretto riserbo, anche se mantiene i contatti con esponenti politici di alto livello, ma anche con la sua rete lucchese.

Si tratta di un ritorno alla ribalta della politica nazionale che arriva in un modo fragoroso, quello di Pera, che dal Parlamento era uscito nel 2013.

Proprio la politica è uno dei due poli della vita pubblica di Pera, insieme a quello accademico. Diplomato all’Istituto tecnico Carrara in ragioneria, dopo la maturità non si iscrisse all’università, ma andò a lavorare alla Banca Toscana prima e alla Camera di Commercio poi.

Fu grazie alla spinta di una sua professoressa che ritornò sui libri. E non una professoressa qualsiasi, visto che si tratta di Ornella Vitali, volto notissimo della politica lucchese, assessore e primo presidente del consiglio comunale, dal 1994 al 1998.

Pera, dunque, prese prima la maturità classica per poi iscriversi al corso di laurea in filosofia a Pisa e diplomarsi con lode nel 1972.

È in quel periodo, all’inizio degli anni Settanta, che Pera decide di dedicarsi alla carriera accademica. Ricercatore in filosofia teoretica a Pisa, poi professore incaricato e dal 1980 associato. Nel 1989 diventa professore ordinario a Catania per tornare a Pisa nel 1992, a insegnare filosofia della scienza.

Intanto, dal punto di vista politico, è passato dalla vicinanza con il Partito socialista negli anni Ottanta all’adesione a Forza Italia, passando da un periodo di aderenza alle inchieste anticorruzione di Mani Pulite. Nel 1996 l’elezione in Parlamento: anche se venne sconfitto nel collegio uninominale di Lucca da Patrizio Petrucci, infatti, fu recuperato grazie alla quota proporzionale.

Il suo periodo di massima esposizione politica fu quello tra il 2001 e il 2006. Rieletto a palazzo Madama, stavolta vincendo il collegio uninominale di Lucca, divento presidente del Senato.

In quel periodo fu attivo anche sul versante lucchese, spingendo per la realizzazione di Imt, poi innalzato al ruolo di istituzione statale proprio da Letizia Moratti, altro potalo nella rosa del centrodestra.

Dopo la fine della sua esperienza come seconda carica dello Stato, Pera è stato eletto per altre due volte in Parlamento, nel 2006 e nel 2008, in entrambi i casi lontano da Lucca.

È storia, ormai, il suo scontro con l’allora sindaco Pietro Fazzi sulla questione del socio per Gesam: una vicenda che ebbe anche uno strascico giudiziario, finito con l’archiviazione da parte della procura della Repubblica.

Nel nuovo millennio, poi, Pera ha stretto il suo rapporto con Joseph Ratzinger: nel 2004 esce il volume “Senza radici. Europa, relativismo, cristianesimo, islam”, scritto con l’allora cardinale tedesco che l’anno successivo sarebbe diventato papa.

In questo “balletto” tra Roma e Lucca, tra la politica nazionale e quella locale, Pera torna sulla scena nel 2016 animando un comitato a favore del “sì” alla riforma costituzionale (poi bocciata) voluta da Matteo Renzi. In quel periodo aveva poi fondato un movimento, LiberaLucca, che per un certo periodo, in vista delle elezioni amministrative del 2017, si pensava potesse presentare un candidato (anzi, una candidata, visto che in un’intervista al Tirreno Pera aveva caldeggiato una donna a Palazzo Orsetti).

Oggi il pendolo di Pera torna a puntare in direzione di Roma e del suo colle più alto. Per il quale potrebbe – magari solo indirettamente – vedersela con un altro lucchese (di adozione), Giuliano Amato. Nelle prossime ore ne sapremo di più, in una direzione o nell’altra.



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